SUPERburocrati e SUPERcasta

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Attilio BeferaVicenza, 26 febbraio 2012. - Abbiamo letto con interesse l'articolo di Edoardo Narduzzi (Italia Oggi, 25/02/12, pag.3) che, finalmente, riprende il tema dei SUPERburocrati e dei loro incarichi multipli, con multiple prebende. L'operazione di trasparenza fatta dal "tecno governo" non è né nuova, né originale. A scanso di equivoci, ribadiamo che non proviamo invidia per i ricchi, purché la loro ricchezza sia frutto di merito e di fatica e non di evasione fiscale e/o di maneggi poco chiari.

I redditi dei vari MINISTRI ci confermano che questo è un governo di oligarchi (Zanichelli= governo dei pochi o dei ricchi....), che tassano tranquillamente gli altri perché, LORO, riusciranno a vivere bene anche in una lunga fase di recessione.

Ma lo scandalo non viene tanto dai redditi di Monti, Passera e C. quanto dai redditi di quei 57 SUPERDIRIGENTI PUBBLICI (solo 57? NdR) che guadagnano piu' di 304.000 euro/anno, ossia come il primo presidente della Corte di Cassazione.

Per futura memoria: Manganelli (621.000), Canzio (562.000), Ionta (543.000), Fortunato (537.000), cui seguirebbero altri 53 "paperoni" con redditi dichiarati variabili da 482.000 a 322.000 euro/anno.

Superstipendi pubblici, in un Paese pieno di debiti. Ovvia, la domanda:" Chi ha deciso che COSTORO debbano guadagnare così tanto e quali sono i meriti peculiari di costoro"?

Per inciso, stamo parlando del Capo della Polizia (nomina politica), del Ragioniere generale dello Stato (nomina politica), del Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (di nomina politica), del Capo Dipartimento del Ministero dell'Economia, dei Presidenti di Antitrust, Agenzie varie (Agcom,Energia,Monopoli...), di Capi di Stato Maggiore, di componenti delle varie Autorità, di responsabili della Consob (tra cui Vegas e Rosati), del Presidente e del Direttore dell'INPS....

Insomma, si tratta di decine di "fortunelli", arrivati (dove sono) per scelte politiche e non per meriti propri, ossia con meccanismi concorsuali chiari, trasparenti e legati a graduatorie pubbliche.

Si sa, le retribuzioni dell'ALTA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ("i Commis di Stato e C.") sono del tutto sganciate dal PIL italico e dalla logica retributiva degli altri Paesi dell'OCSE, per pari incarichi.

Da decenni, i superburocrati guadagnano più del giusto, per una scelta perversa di Franco Bassanini (Ministro della Funzione Pubblica del primo governo Prodi), che pensò che - per ottenere una osmosi tra pubblico e privato - occorresse invogliare i managers privati con stipendi "ricchi". Nei fatti, quella scelta non è stata solo applicata a posti dirigenziali da affidarsi a veri managers, ma anche a "scanni" apicali dei ministeri, delle forze armate e realtà similari, preda della voracità della politica.

"Sistemiamo gli amici....": è lo spoil system, costoso ed irritante.

Ma non finisce qui. Questa operazione di apparente trasparenza (non nuova, perché tentata anche da altri, incluso Brunetta) non scoperchia tutte le pentole. Infatti, ad esempio, non cita i meccanismi di cumulo.

Sergio Rizzo (Corriere, 25/02/12), ricorda i nomi di alcuni personaggi, in odore di cumulo di cariche, incarichi e prebende (ben oltre lo stipendio "base" di 300.000 euro).

Un esempio su tutti: il mitico Andrea Monorchio (ex ragioniere generale dello Stato, per decenni), che - da pensionato - cumula: presidenza della Consap, consiliatura del Formez, presidenza dei collegi sindacali di Fintecna e Telespazio. A questi incarichi, Noi aggiungiamo quello di Vice Presidente della Banca Popolare di Vicenza...Pensionato? Gran bel pensionato, Monorchio. Quello che "pignolava" sui costi eccessivi dei contratti pubblici, LUI!

Molti i plurincarichi, con un recordman: Antonio Mastropasqua (1,2 milioni di euro) avrebbe ben 25 incarichi, di cui almeno 12 con società pubbliche (Eur spa, Equitalia, Coni, Fintecna...) In buona posizione anche Roberto Alesse (amico di Fini e Presidente dell'Autority contro gli scioperi), che avrebbe almeno 6-7 incarichi (ibidem), con reddito complessivo ignoto ai piu'....

Insomma, un pantano di dati parziali, che richiederebbero (alla faccia di Brunetta, che dava la cosa come gia' fatta ! ) una UNICA BANCA DATI, con i compensi erogati – a qualunque titolo – da Stato/Parastato/Privati ad ogni singolo MAXIDIRIGENTE PUBBLICO. ALLA SUPERCASTA.

Si tratta di una OLIGARCHIA (malamente gestita dalla politica) che - sotto qualunque governo - "si ricicla e governa, a proprio piacere, settori pubblici cruciali, con quote enormi di risorse e di potere" (E. Galli della Loggia, Corriere,20/01/02)

Ma, e ciò sfugge a Sergio Rizzo,  non si tratta solo dei DIRETTORI GENERALI dei MINISTERI o dei Capi della serie sterminata (ed inutile) di Agenzie. No si tratta anche (o soprattutto) di una pletora di GRANDI COMMIS di STATO (sempre loro!) che volteggiano da un incarico all'altro e da più  incarichi ad altri ancora.

Di chi si tratta? Di Consiglieri di Stato, di alti Funzionari della Presidenza del Consiglio, di Giudici delle varie magistrature.

Una OLIGARCHIA, nominata con arbitrio "dal padrone di turno" e non frutto di accurata selezione: formazione specifica, concorsi selettivi etc. No, Costoro vengono scelti "per meriti politici" e poi, una volta in carriera, si autonomizzano dalla politica, per costruire un potere personale pesante, anche economicamente.

Gli stessi nomi passano vorticosamente da un posto all'altro, spesso cumulando incarichi e prebende. Ad esempio, Consigliere di Stato e Segretario del CNEL; ad esempio, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica e Capo dell'ARAN; ad esempio, dirigente della Funzione Pubblica e poi Ministro tecnico; ad esempio, Consigliere legale di un Ministro e poi Ministro tecnico.

Pluri-incarichi, pluri-prebende, possibili conflitti di interesse. Privilegi enormi, per la SUPERCASTA.

Ebbene, è questa supercasta che - spesso - scrive le norme della nostra Repubblica: Leggi,DPR e circolari. Anche quelle - recentissime - che chiudono, al 30 Giugno 2012, la LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA ALLARGATA dei MEDICI DIPENDENTI.

Norme contro "il secondo lavoro dei medici dipendenti" (Bindi-Balduzzi). Ma, ovviamente, nessuna norma che impedisca a Loro, ai membri della Supercasta, di sovraccaricarsi di incarichi, multipli e ben remunerati.

Gia': LORO SONO LA SUPERCASTA PUBBLICA, non poveri dirigenti medici e sanitari da rinchiudere in ospedale, buttando le chiavi!

Monti, sono queste le Sue liberalizzazioni? Monti, a quando un taglio -  deciso - a tutto questo "ciarpàme o ciarpùme"? (Zingarelli)

Stefano Biasioli, Medico Segretario Generale CONFEDIRMIT - PA

SUPERburocrati e SUPERcasta