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Verona: "Alla ricerca del candidato che c'è già"

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Palazzo BarbieriVerona, 8 marzo 2012.  -  La ricerca scomposta in corso nel centrodestra veronese di un candidato sindaco che non si trova è qualcosa di surreale. Pare impossibile che qualcuno possa essere davvero convinto di poter lanciare una candidatura seria a poche settimane dalla presentazione delle liste. Vien da pensare che il famoso detto "veronesi tutti matti" qualche fondamento ce l'ha. Nonostante ciò la caccia al candidato continua, tirando in ballo sindacalisti, accademici e manager.

Tutto può accadere in politica che, com'è noto, è l'arte del possibile. Però c'è un limite a tutto. E quando il limite è costituito dalla realtà, superarla significa entrare nel surreale, se non nel ridicolo.

Il sindaco il centrodestra Verona c'è l'ha già. E si ricandida. Si chiama Flavio Tosi. E' stato scelto da Berlusconi in persona, sceso dal cielo in elicottero sulle rive del lago di Garda cinque anni fa per benedire la sua candidatura . Nel corso del mandato s'è comportato bene, tanto da essere diventato il sindaco più amato d'Italia. Ed è anche stato corretto con gli alleati del centrodestra. Al punto che la grande maggioranza degli amministratori del Pdl, assessori e consiglieri comunali, manifestano la volontà di continuare a collaborare con lui. La città poi, che è quel che più conta, tutto sommato è gestita bene, anche per merito e implicita ammissione (altrimenti avrebbero dovuto farlo cadere prima) di quella componente minoritaria del Pdl che oggi fa la fronda a Tosi e cerca candidati.

E allora perché sta accadendo questo spettacolo surreale? Semplicemente perché qualcuno non ha capito che il mondo è cambiato. Che la crisi ha funzionato da catalizzatore per evidenziare che certi meccanismi della vecchia politica non funzionano più. I veronesi, oberati dai mille problemi di tutti i giorni, hanno ben altro cui pensare e dei giochetti della bassa politica sono stanchi. Non c'è più spazio per il gioco dei partiti e per i candidati di bandiere che nel giro di qualche mese saranno ammainate. Volerle esibire a tutti i costi in un'occasione eminentemente amministrativa è un errore clamoroso. Era meglio una lista civica. Soprattutto per il Pdl, il cui capo reiteratamente ha annunciato di ritenerne inadeguato nome, simbolo e inno al punto da comporne uno nuovo lui stesso. Per il Pdl che, stando a quei sondaggi sui quali Berlusconi ha sempre riposto grande fiducia, si espone ad una batosta esiziale. Soprattutto per il Pdl che non avrà nella sua lista gran parte dei suoi esponenti.

Il sindaco c'è già. Ed è anche candidato. E tanto basta.

Paolo Danieli, già senatore della repubblica - Lettera Politica-Verona n. 57

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