Incendi in Sardegna, geologi: ambiente e territorio una ineludibile priorità nell’ agenda politica

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Il Ministero della Transizione Ecologica e il PNRR: la giusta via da seguire da tutti gli Stati UE ed extra UE

Cagliari, 26 luglio 2021. - Ilenia Inguì*

"L'antico complesso vulcanico del Montiferru è devastato dal fuoco. Una prima analisi evidenzia che circa il 24% del territorio interessato dall'incendio ha una pericolosità media, elevata e molto elevata da un punto di vista geomorfologico e il 3,4% una pericolosità media, elevata e molto elevata da un rischio inondazioni".

Lo affermano Mario Nonne, consigliere sardo del Consiglio Nazionale dei Geologi e l'Ordine dei Geologi della Sardegna, in merito agli incendi che hanno messo in ginocchio la Sardegna con oltre 20 mila ettari andati in fumo e circa 1500 persone sfollate.

"Siccità ed incendi boschivi, alluvioni e nubifragi: un problema con due facce della stessa medaglia - specifica Nonne – che si correla ai ben noti problemi planetari dei mutamenti climatici, quale contributo da pagare alle politiche decennali di disattenzione nei confronti dell'ambiente. Gli eventi climatici estremi ormai sono sempre più frequenti – prosegue Nonne – che espongono le aree boschive ad un elevato rischio di incendi che, in taluni casi, come accaduto in Sardegna, investono anche campi coltivati, oliveti ed abitazioni; dall'altro si registrano eventi piovosi violenti concentrati in brevissimi periodi, come osservato pochi giorni fa nel nord Italia e nord Europa" denuncia il geologo sardo che ribadisce come ambiente e territorio dovrebbero essere una priorità nell'agenda politica italiana. "L'importante copertura vegetale (boschi, macchia mediterranea, oliveti, ecc.), elemento fondamentale per la salvaguardia dei suoli, oggi non esiste più; ai suoli viene a mancare una importante protezione naturale dagli agenti atmosferici, legata al contenimento del ruscellamento superficiale ed alla infiltrazione delle acque di prima pioggia, con una conseguente esposizione al rischio di frane e inondazioni in un territorio già altamente predisposto a tali rischi".

"Apprezziamo, prosegue il consigliere sardo, l'attenzione rivolta dal Governo ai problemi ambientali, sia grazie all'istituzione di un Ministero riconvertito verso la transizione ecologica, che i propositi contenuti nello stesso PNRR, con l'auspicio che le politiche di tutti gli stati industrializzati seguano l'esempio di quelli UE e della stessa Italia. A tali considerazioni non può sfuggire l'aspetto economico, da sempre poco considerato, per il fatto che i costi di intervento post evento sono sempre di gran lunga superiori a quelli legati alla prevenzione, senza considerare quelli ambientali molto spesso non monetizzabili nel breve periodo, ma un fardello imbarazzante per le future generazioni" – conclude il consigliere nazionale Nonne.

*Ordine nazionale dei geologi

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