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23 suicidi, di cui 9 nel Veneto. Ecco il prezzo pagato alla crisi e allo Stato

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Veneto impiccatoVicenza, 16 aprile 2012. "Dall'inizio dell'anno sono 23 gli imprenditori italiani che si sono tolti la vita a causa della crisi economica e di questi ben 9 sono avvenuti in Veneto. Una scia di sangue che, come hanno denunciato le Associazioni di categoria, è legata a fattori quali le tasse sempre più pesanti, la stretta creditizia, la mancanza di liquidità e i ritardi dei pagamenti da parte, soprattutto, delle Pubbliche Amministrazioni. Per questo ritengo doveroso che venga creata una black-list europea che segnali gli enti mal pagatori, ovvero quelle amministrazioni pubbliche che pagano male e in ritardo le imprese fornitrici".

Questa la proposta dell'Europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, sul problema del "ritardo dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni che colpisce moltissime PMI italiane e venete, e che sono tra le cause più frequenti dei suicidi tra gli imprenditori".

 

"C'è bisogno di atti concreti per frenare questa drammatica escalation che vede sempre più imprese fallire per colpa dei crediti, non per i debiti - spiega l'on. BizzottoCon la creazione di questa black-list su scala continentale, le piccole e medie imprese, prima di partecipare ad una gara d'appalto, conoscerebbero preventivamente l'affidabilità dell'interlocutore e i rischi che andrebbero ad assumersi".

"In Italia le PMI sono circa 5 milioni - aggiunge l'Eurodeputata della Lega Nord - Tra il 2008 ed il 2011 hanno fallito oltre 39.500 imprese, un terzo delle quali proprio a causa del ritardo dei pagamenti. Insomma, siamo arrivati al punto in cui sono i creditori a fallire e non i debitori, e questa è un'altra insopportabile vergogna tutta italiana".

Secondo i dati recentemente diffusi, i tempi di pagamento oscillano tra un minimo di 92 ed un massimo di 664 giorni e l'entità dei ritardi mediamente accumulati in Italia è quasi il triplo rispetto a quanto si registra nel resto dell'Unione Europea: mediamente 186 giorni contro i 67 che si contano a livello europeo. La presunta esposizione debitoria della Pubbliche Amministrazioni ammonterebbe a circa 70 miliardi di euro (una somma pari al 4 per cento del PIL nazionale).

"L'Europa ha già previsto con la direttiva europea 2011/7/UE, la cui entrata in vigore è prevista per marzo 2013, un'azione efficace per contrastare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra Pubblica amministrazione e imprese private - dichiara l'on. Bizzotto - In particolare le disposizioni della Direttiva stabiliscono che gli enti pubblici debbano pagare entro 30 giorni (o, solo in circostanze del tutto eccezionali, entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese. Inoltre viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora".

"E' opportuno quindi che il Governo Monti faccia l'impossibile per velocizzare l'entrata in vigore di questa Direttiva, cosi come auspicato anche dalla stessa UE - conclude Mara Bizzotto - Intanto, però, bisogna agire subito e costringere, con una black-list europea, le amministrazioni pubbliche-canaglia ad uscire allo scoperto, in modo tale che le imprese che intendono partecipare a bandi di gara o appalti pubblici siano pienamente a conoscenza di quali sono i tempi e i modi con cui ogni Ente è solito pagare. Evitando, in questo modo, il pericolo sempre più incombente che le nostre imprese siano costrette a fallire per i mancati pagamenti di uno Stato che, a tutti gli effetti, è diventato il primo evasore".

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