L'indifferenza. E' peggio della cattiveria?

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Elisa ViscontiTrento, 24 maggio 2012. - di Elisa Visconti

Ragazzo di 30 anni  trovato "Sepolto vivo" nella sua stanza. Era trent'anni che viveva, così si fa per dire, isolato dal mondo perchè la madre voleva a suo dire proteggerlo ed è vissuto lontano da tutti e tutto. Oppure ragazza malata di mente 24 anni segregata dai genitori in casa. Oppure malato mentale trovato chiuso in gabbia costretto dai suoi parenti dove viveva nella sporcizia e tra i suoi stessi escrementi. O bimba violentata dal padrino per 8 anni e la madre sapeva e durante le violenze usciva per non sentire o vedere. O padre vende la figlia per comperarsi la porches.

Oppure ragazzo sevizia i genitori per anni. Oppure orfanotrofio vende organi di bambini. Casa famiglia chiusa per violenze e segregamenti. Ricevevano dallo stato 500 euro a bambino e li usavano per divertirsi. Marito uccide la figlia perchè si innamora di un cristiano. Madre si getta dal balcone con il bambino, dopo la depressione post partum non era più lei. Ragazzi sparano in una scuola per divertimento. Morti due studenti. Taxista ucciso a sassate, non aveva il resto. Barbone bruciato vivo sotto l'indifferenza della gente. Potrei continuare all'infinito purtroppo e sottolineo PURTROPPO. La violenza è ovunque ed è sempre meno nascosta ed è sempre più nota al pubblico che spesso la condivide. Da indagini del centro statistiche muore per "violenza" e quindi sono esclusi i casi di trauma o di morte per malattia o suicidi una persona ogni 10 secondi. E il 90% delle vittime lo sono a causa familiare.

Inizio così quest' amaro ma necessario articolo del Visconti Press, ma oggi non vorrei parlare di pazzia, di violenza, di sadicità. Oppure di cattiveria, tradimento, meschinità. Io oggi voglio parlare di INDIFFERENZA. Berbera o meglio barbara indifferenza. Che ritengo come sociologa essere peggio della violenza stessa. E come tale andrebbe coptata dall'intera umanità e presa in primaria considerazione dalle leggi che dovrebbero riservare alla stessa il medesimo mandato espiatorio o detentivo di chi, in preda a raptus o per scelta, decide di abusare dei propri diritti per coercizzare quelli altrui. La violenza si consuma ogni giorno. Ogni giorno ci sono persone truci, senz'anima, o semplicemente opportuniste, senz' empatia o interessate, che violano i diritti umani in beceri azioni morali o fisiche. Ogni giorno si consumano drammi. E ogni dramma ha il suo perchè, le sue motivazioni le sue origini. Si potrebbe disquisire ad oltranza su ciò, ma alla violenza non si può porre rimedio se non nella adeguata e massiccia opera preventiva e la certezza di una corretta opera detentiva e di recupero nei casi che si possono recuperare.

Finchè non si farà un acuta e penetrante azione di prevenzione individuale che spetta alle istituzioni, ai comuni, agli enti, agli ospedali che dovrebbero censire sin dalla nascita le famiglie sapendo quali sono potenzialmente a rischio e fra le stesse forze dell'ordine che sanno chi è a rischio e perchè e sinchè non vi sarà l'applicazione della certezza della pena detentiva che oggi non è plausibile che possa essere messa in secondo piano per la tutela dei diritti di chi è reo rispetto a coloro che lo subiscono e che ne cadono vittima, la violenza non potrà essere in alcun modo contrastata. Perchè ciò che oggi accade è solo l'inizio di quella assuefazione sociale che porterà in pochissimi anni a vedere la violenza come mezzo legittimo di azione.

Ciò lo si può ravvedere già ora. Gli scontri verbali spesso ingaggiati anche dalle stesse istituzioni o classi politiche o sindacati che dovrebbero per antonomasia e da esempio essere considerati organi di governo, mediazione e democratici, sono all'ordine del giorno. Le azioni diventano battaglie per dimostrare la propria arroganza attraverso l'applicazione della cattiveria verbale e fisica. La violenza usata come esempio di azione si fa sempre più nella norma tanto che è naturale pranzare con i bambini davanti al TG nonostante spesso ci siano scene truci.

Attenzione però. L'assueffazione sociale alla violenza, non ci deresponsabilizza in alcun modo. Avere in casa, nel web, sulla tv, negli stessi gruppi esempi di violenza sia verbale che programmatica, non ci rafforza ma al contrario fa in modo che le nostre strutture diventino porta voci di diffusioni antitetiche.

Soprattutto le istituzioni, coloro che rappresentano un sistema qualunque di persone, debbono ogni giorno ritenersi gli unici responsabili dei messaggi che passano.

"Cari Alleati, noi non dobbiamo in alcun modo capire la violenza. O Comprenderla o giustificarla, anche se fosse quella verbale venduta per "propaganda costruttiva" perchè la renderemmo legittima. La violenza verbale o fisica, deve rimanere una vergogna illegittima e dobbiamo imparare a vedere chi la usa come persona non degna, miserevole e soprattutto debole. Perchè chi è forte non necessita di prevaricare, di dimostrare nè tantomeno di usare metodi anti democratici e ancti civili". Elisa Visconti

Alleanza Italiana proprio perchè ha deciso sin dal suo primo battito di vita, di rendere propositiva ogni propria azione pur comprendendo le difficoltà che incontrerà per far passare questo messaggio, ha voluto con veemenza promuovere la campagna concordata con l'associazione SALVIAMO IL MONDO DALLA VIOLENZA e i suoi aderenti di cui mi sono fatta portavoce e testimonial, diventando promotori nazionali della stessa con il preciso intendo di utilizzare gli strumenti dell'empatia, della diplomazia della moderazione e della razionalità. Il calendario degli eventi vi sarà fornito sul sito ufficiale di Alleanza Italiana. Eventi per conoscere, crescere ed imparare. Mai dimenticando che il nostro scopo come uomini, non è sopravvivere o emergere come individui, ma evolverci a sostegno dell'intera civiltà. E ciò è un nostro preciso dovere di uomini, donne cittadini d'onore. Grazie.

Se vuoi aderire alla campagna SALVIAMO IL MONDO DALLA VIOLENZA contattaci

Elisa Visconti

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