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E così la Convenzione si rivela un pasticcio infinito, ora il nodo del gruppo dei 33....

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Alessandro UrzìBolzano, 17 febbraio 2016. - di Alessandro Urzì*

Ieri mattina l'imbarazzo era palpabile in collegio dei capigruppo ed alla fine credo che sarà difficile costituire il gruppo dei 33 che assieme ai cento "nominati con un concorso a premi" dovranno niente meno che riscrivere per tutti l'Autonomia.

I nodi cominciano per venire al pettine: il percorso della Convenzione per l'Autonomia non manca giorno che non conosca un ostacolo.

A dimostrare tutta la debolezza dell'impianto della legge istitutiva prima sono venuti gli open space. Spacciati come luogo di partecipazione di fatto sono stati occupati dalle organizzazioni più radicali e secessioniste e trasformati in bivacchi di prova di distacco dall'Italia. Tutto organizzato, nulla è stato lasciato al caso e alla spontaneità.

Era prevedibile, lo avevo denunciato ed è accaduto.

Gli Italiani ovviamente si sono tenuti ben lontani da questa finta democrazia partecipativa che di fatto ha mostrato il volto più crudo dell'Alto Adige.

Ma oggi è stata la volta della costituzione del gruppo dei 33 che dovranno essere eletti dal Consiglio provinciale fra nominativi proposti da associazioni degli imprenditori, dei sindacati, di studiosi o pseudo tali (decideranno i politici), di cittadini comuni.

Il problema è che dovranno rispettare la proporzionale, per legge. Ma la domanda già posta dal sottoscritto in Consiglio provinciale quando si scriveva la legge e riproposta ora è: come si fa a stabilire il gruppo linguistico di appartenenza di tutti questi componenti, considerato che non basta una autocertificazione o la presunzione di appartenenza, e che nessuno è obbligato ad esibire la dichiarazione di appartenenza resa al censimento?

In qualche modo faremo, la risposta del presidente Widmann e dei capigruppo di maggioranza oggi in capigruppo. In qualche modo faremo? Si sta parlando della nomina dell'organismo che dovrà riscrivere lo Statuto, ossia le regole della convivenza, e nemmeno esistono criteri certi per la elezione dei componenti?

Un dilettantismo spaventoso e che, annuncio, sarà probabilmente fonte di ricorsi, perché è evidente che la legge come è scritta non può essere fatta rispettare perché nessuno ha titolo per chiedere ai cittadini che dovranno essere cooptati nel gruppo dei 33 il certificato di appartenenza ad un gruppo linguistico.

E così dopo avere de facto emarginato gli Italiani dagli open space si potrà tranquillamente forzare la mano nella composizione degli organi ristretti chiamati a fare sintesi di quel capolavoro di estremismo concentrato emerso dagli incontri "partecipati" da bande di Schuetzen e secessionisti.

Un autentico disastro.

Aspetto alla prova il Consiglio quando saremo chiamati a discutere di tutto questo in aula...

* consigliere provinciale-regionale di Bolzano

E così la Convenzione si rivela un pasticcio infinito, ora il nodo del gruppo dei 33....

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