Ancora sul guazzabuglio Imis: in campo la Risoluzione del MEF

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IMIS ImmagineTrento, 23 febbraio 2016. – di Claudio Taverna

Avevamo trattato, già nell'articolo "Il guazzabuglio Imis: 5.000 cittadini a rischio accertamento" dello scorso 10 dicembre (sollecitiamo i pubblici amministratori alla rilettura), il pericolo in capo agli indifesi cittadini di un accertamento per aver, indebitamente, usufruito dell'agevolazione dell'imposta Imis, senza la registrazione del contratto di comodato ad uso gratuito della seconda casa di proprietà del padre a favore del figlio.

Ora, la risoluzione 1/DF del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) interviene per spiegare come sia possibile esercitare il diritto alla riduzione del 50% della base imponibile in caso di cessione dell'abitazione in comodato ai familiari, come previsto dalla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015).

La Risoluzione in parola avverte che per beneficiare dell'agevolazione sin dal mese di gennaio, il contratto di comodato redatto in forma scritta deve essere stipulato entro il 16 gennaio e registrato secondo le modalità che regolano l'imposta di registro.

Tuttavia, sappiamo che in Trentino si continua a sostenere che per ottenere l'agevolazione Imis è sufficiente l'accordo verbale tra comodante e comodatario senza alcun obbligo di registrazione.

E' facile immaginare, dunque, che ci sarà il recupero delle agevolazione non dovute in capo agli ignari cittadini che si sono fidati delle "scorrette" istruzioni dei Comuni e della Provincia. Mentre per i pubblici amministratori incomberà il rischio di essere chiamati a rispondere dei danni erariali conseguenti.

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