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La Provincia autonoma e l'aberrante teoria: l' «inquinamento relativo»

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Trento, 7 giugno 2016. - di Claudio Civettini*

Con l'interrogazione n. 3153/XV a risposta orale ho inteso sottoporre all'attenzione della Giunta provinciale l'assai problematica situazione del peggioramento delle condizioni del torrente Avisio, oggetto di forte denuncia, in questi giorni, a livello locale, per gli sversamenti di pulizie dei bacini di centrale.

Ebbene, con mia grande sorpresa – e non solo mia – ho ascoltato dall'Assessore alle infrastrutture e all'ambiente ammettere che non solo dette problematiche dell'inquinamento connesse alle operazioni di svaso effettuate sono concrete, ma sarebbero persino normali perché già osservate nel 2012 e comunque – ha precisato l'Assessore – non c'è nulla di cui preoccuparsi perché, nell'arco di «qualche settimana» gli effetti negativi di tutto ciò possono essere assorbiti, introducendo l'insostenibile concetto dell'inquinamento relativo se la durata del fenomeno "si risolve in qualche settimana".

Ora, nell'annunciare – come ho fatto già in Aula stamane – che terrò monitorata la situazione, se necessario, anche con ulteriori atti ispettivi in aggiunta a quelli già depositati, confesso la mia incredulità rispetto a quanto ho ascoltato e poc'anzi riassunto. Com'è possibile che una Giunta provinciale, un'Amministrazione ed un Assessore all'ambiente teorizzino in buona sostanza l'esistenza di un inquinamento "buono" perché gli effetti che produce, tanto, si assorbono nell'arco di «qualche settimana»?

Credo francamente che l'Avisio, la Valle di Fiemme ma in generale tutto il Trentino meritino di meglio, perché è tragicomico che negli anni in cui l'uomo, dopo essere stato sulla Luna ed essere in procinto di raggiungere Marte, si appresta a conquistare nuove frontiere del cosmo, vi sia chi teorizza, in mancanza di alternative, un surreale inquinamento "buono" perché temporaneo. Ragion per cui, confermando l'impegno di approfondire eventuali "cose non dette" nella risposta dell'Assessore, anche quello di allargare lo spazio del controllo che partendo dai terreni verosimilmente inquinati di Castello di Fiemme per arrivare alla leggerezza istituzionale con cui si è giudicato e affrontato l'inquinamento "programmato" dell'Avisio, per mettere fine ad un percorso che parrebbe di "protettorato" politico, sotto il quale tutto passerebbe inosservato con l'applicazione di una ipotetica "regia forte", non per la sostanza ma per l'arroganza.

* consigliere provinciale-regionale

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