«Agire» per il «Comitato per la buona Costituzione: No alla riforma Renzi»

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Trento, 15 luglio 2016. - Redazione

Nel tardo pomeriggio una delegazione del «Comitato per la buona costituzione: No alla riforma Renzi» composta dal presidente Claudio Taverna, Giorgio Manuali, Gianpiero Robbi e Umberto Servedei ha incontrato Claudio Cia e Alex Boller esponenti del partito «Agire per il Trentino»

Il presidente Claudio Taverna ha ringraziato gli esponenti di Agire per aver accettato l'invito ricordando che l'appuntamento referendario sarà fondamentale per il futuro dell'Italia.

«La riforma della costituzione, – ha spiegato Claudio Taverna – e il combinato disposto delle due "riforme" (la costituzionale e l'elettorale) riduce di molto gli spazi della rappresentanza popolare, basti pensare che la lista che raccoglie al primo turno il 40% dei voti validi, di fatto il 20% degli aventi diritto al voto (la percentuale dei votanti scende addirittura sotto il 50% degli aventi diritto) ottiene 340 deputati su 630 (54%). Mentre, se nessuna lista supera la soglia del 40%, andranno al ballottaggio le due liste che otterranno, al primo turno, più voti. In questo caso, alla lista vittoriosa saranno assegni 340 deputati».

Ma il presidente Taverna ha sottolineato che non è vero che questa riforma farà risparmiare risorse economiche come non è vero che le decisioni della politica saranno più veloci, «la velocità nel fare le leggi, se c'è la volontà politica si possono fare anche adesso.» «In Italia – ha aggiunto ancora – ci sono più leggi che nel resto di tutta l'Europa»

Claudio Cia ha criticato la riforma Renzi, trovandosi d'accordo con Taverna, «la riforma costituzionale va condivisa fra tutte le forze politiche – ha dichiarato – e non può essere certo una partita giocata solo dal PD» Cia ha osservato che è il metodo di questa riforma che non va bene, perchè fatta a colpi di fiducia e che l'obiettivo è aprire la strada alla gestione del potere da parte «dell'uomo forte»

Infine Claudio Cia ha concordato con Taverna che è necessario Agire subito ed informare tutti i cittadini del pericolo che questa riforma ha per la nostra autonomia. I due hanno concordato dopo ferragosto di organizzare alcune iniziative insieme.

Giorgio Manuali ha ricordato che il tentativo di «spacchettare» il referendum non troverà terreno fertile, e che anzi, sarà sonoramente bocciato dalla corte costituzionale che si riunirà i primi di ottobre, per questo probabilmente il referendum sarà spostato i primi di Novembre.

«Il mio augurio – ha detto Manuali – è che la coppia Boschi – Renzi se ne vada finalmente a casa». L'ex esponente di forza Italia ha ricordato che in Trentino l'obiettivo di Renzi era di raccogliere 2.500 firme, ma che invece ne sono state raccolte circa 250.

Umberto Servedei invece ha sottolineato come ormai la politica sia staccata dalla realtà del paese e dai suoi cittadini. «Dobbiamo essere come i missionari, informare e parlare con la gente per non lasciarla nell'ignoranza come vuol fare il governo Renzi»

Alex Boller ha ricordato invece come anche dentro il PD le idee sulla riforma siano piuttosto contraddittorie. «Dobbiamo spiegare con semplicità a tutti il perché quello che dice Renzi NON È VERO» – ha puntualizzato.

Durante l'incontro sono state poste molte domande, come per esempio il perché un consigliere regionale eletto per il Trentino Alto Adige debba andare a «cazzeggiare» nel senato a Roma che è svuotato di ogni potere. E soprattutto cosa può andarci a fare. Ma anche il perché l'Italia, se vincessero i si, dovrebbe essere l'unico paese degli stati occidentali a sospendere il bicameralismo. «Oggi – ha sottolineato Taverna in conclusione – i soli paesi a sospendere il bicameralismo sono i paesi africani, dove guarda caso ci sono delle dittature, e poi io preferisco che le leggi siano vagliate e controllate da due camere, perché in Italia, si sa, non si sa mai...».

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