Mercato immobiliare trentino in salute: «Numeri in crescita, stiamo recuperando il terreno perso»

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Trento, 23 settembre 2021. - Redazione*

Il mercato immobiliare trentino sta tornando ai livelli pre-covid: i numeri dicono che la situazione economica attuale sta favorendo le compravendite immobiliari, recuperando il terreno perso durante il lockdown e le chiusure dovute alla pandemia. È questo, in sintesi, il contenuto del report sul mercato immobiliare presentato ieri mattina da Fimaa, la federazione degli agenti e mediatori d'affari della provincia di Trento.

Come di consueto, alla presentazione hanno preso parte, oltre al presidente FIMAA Severino Rigotti ed ai consiglieri dell'associazione, il presidente del Consiglio Notarile di Trento e Rovereto Orazio Marco Poma, ed il direttore dell'Ufficio del Territorio dell'Agenzia delle Entrate di Trento Paolo Borzaga.

«Il totale degli atti di compravendita secondo l'archivio notarile provinciale per il secondo trimestre del 2021 - ha spiegato il notaio Orazio Marco Poma - è aumentato, rispetto allo stesso periodo del 2020, di circa il 64%. Naturalmente ci riferiamo ad un confronto con un periodo durante il quale era in vigore il lockdown, quindi non si tratta di un confronto a regime. Però si tratta comunque un trend positivo. Le abitazioni registrano un +69% e i terreni un +54%. I finanziamenti sono cresciuti in media del 30%. L'ulteriore indicazione è che esiste una fetta considerevole di acquirenti riesce a completare la compravendita con denaro proprio: le famiglie hanno risparmiato tanto e accumulato, e quindi riescono ad evitare l'indebitamento bancario. In crescita anche le donazioni (+113%), probabilmente a causa dei bonus per le ristrutturazioni che spingono ad intervenire su immobili familiari da parte delle generazioni successive».

«La vendita dei terreni - ha spiegato Severino Rigotti - è un buon segnale perché significa un ritorno alla costruzione e vendita del nuovo. Per il mercato è un dato fondamentale, che dà fiducia. Basti pensare che alcuni studi stimano per i prossimi 5 anni una richiesta di immobili pari a 6.000 alloggi».

«I dati sono estrapolati dalla nostra banca dati e opportunamente elaborati - ha detto Paolo Borzaga - e si riferiscono agli atti di compravendita di immobili unicamente residenziali. Il raffronto con il medesimo trimestre ci fornisce l'impatto che il lockdown ha avuto sulle compravendite: si tratta anche per noi di un dato in linea con i notai, ovvero abbiamo riscontrato un +62%. Se confrontiamo solo il mese di aprile abbiamo un incremento del 149%: è chiaro che non si tratta del mercato ordinario. L'intero primo semestre, invece, ci restituisce un'immagine abbastanza fedele, considerato il fatto che l'onda lunga del lockdown è arrivata fino a dicembre. Sul semestre abbiamo un incremento dell'11,3%, forse più coerente col mercato. Nel confronto col 2019, invece, il dato è in crescita del 7%: significa che siamo in presenza di un mercato sano che ha saputo reagire alla pandemia».

«Nel 2020, da maggio a dicembre, - ha commentato Severino Rigotti - il mercato ha perso circa il 7% rispetto al 2019, anno di inizio della svolta poiché fino al 2018 il settore era in crisi. Stavamo andando bene, i primi due mesi del 2020 avevano fatto un +4%, ma poi è arrivato il covid ed ha bloccato tutto. È innegabile però dire che oggi il mercato sia in salute e lo vediamo dai numeri, che sono dati reali, autentici, non proiezioni né stime difficilmente verificabili, che spesso si trovano online. Non vorremmo però che il mercato fosse zavorrato dall'aumento dei prezzi, dovuti molto probabilmente ai vari bonus e incentivi previsti dal governo. Il nostro compito è quello di dare un riscontro reale dei prezzi presenti sulla piazza. Il mercato è sano, fiorente, con alcuni aspetti molto positivi come le compravendite dei terreni edificabili, o la ricerca prioritaria di tanti cittadini del "nuovo", senza nemmeno considerare l'"usato"; ci sono alcune criticità che vanno tenute d'occhio».

* comunicato

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