Più ombre che luci nell’affare Deloitte-Trento Rise (ottava puntata)

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Dal balletto delle cifre ai risarcimenti non riscossi: di chi la responsabilità?

Trento, 11 settembre 2022. – di Claudio Taverna

Riparte la nostra inchiesta sull'affare Deloitte-Trento Rise. Doveroso, un breve riassunto delle 7 puntate precedenti (il cui testo è pubblicato a piè pagina) che hanno trattato le responsabilità della politica (Provincia autonoma di Trento), l'inchiesta della procura, il risarcimento dei danni.

Responsabilità della politica. Avevamo sostenuto come fosse quanto meno strano che l'indagine sull' "affare Trento Rise-Deloitte" sfociata in "verità giudiziaria ( di seguito diremo come) avesse escluso responsabilità politiche quando gli enti coinvolti sono pubblici o parapubblici, tutti riconducibili alla politica, salvo procedere nei confronti dell'ex dirigente generale della Provincia Ivano Dalmonego, condannato in primo grado e poi assolto in appello. E come mai il presidente pro tempore della Provincia ( di cui Dalmonego era il "braccio destro"), che volle il progetto "Trento Rise", non fu nemmeno sfiorato dall'inchiesta quando all'interno dei palazzi provinciali si diceva che "non si muove foglia che Dellai non voglia"?

Vennero presentati in consiglio provinciale oltre 60 atti ispettivi riguardanti direttamente o indirettamente la vicenda. Tra questi, l'interrogazione n. 5337/17 del consigliere Maurizio Fugatti e la di lui seguente " question time" n. 5510 sulla scelta della Provincia di non costituirsi parte civile nel processo Trento-Rise-Deloitte.
Il Presidente della Provincia, allora all'opposizione, censurava pesantemente, tra l'altro, con gli atti ispettivi citati, rimasti senza risposta, l'operato della Provincia. Oggi, Maurizio Fugatti dovrebbe, per ragioni di trasparenza, rispondere verso la pubblica opinione alle sue domande inevase.

L'inchiesta giudiziaria. Il Procuratore della Repubblica di Trento dottor Giuseppe Amato (oggi procuratore a Bologna) aveva affidato ai sostituti Pasquale Profiti e Alessia Silvi la responsabilità delle indagini che si chiusero con il rinvio a giudizio di rappresentanti della Deloitte, di Trento Rise e dirigenti della Provincia.
L'assoluzione in appello perché "il fatto non sussiste" dell'ex direttore generale della Provincia Ivano Dalmonego e di Ivan Pilati, ex responsabile dell'area busines di Trento Rise, il patteggiamento di due indiziati-imputati della Deloitte, per "una scelta di strategia processuale e non un'ammissione di colpa", hanno di molto ridimensionato la portata dell'impianto accusatorio.
La vicenda Trento-Rise-Università di Trento-FBK-Provincia autonoma di Trento, ebbe anche risonanza parlamentare per le interrogazione n. 4/17429 e n. 415536 dell'on. Massimo Artini e altri sulla presunta incompatibilità del dottor Pasquale Profiti. Secondo gli interroganti, il dottor Profiti si sarebbe dovuto astenere dall'indagine medesima, in ragione dei possibili e probabili rapporti del di lui fratello Giuseppe con la "Deloitte&Touche", secondo l'insegnamento della Cassazione (sentenza n. 19704 del 13 novembre 2012).
Di più, l'accordo (atto transattivo del 1 dicembre 2017 sottoscritto a Roma da Pierluigi Brienza, presidente del consiglio di amministrazione della Deloitte Consulting S.r.l e dai commissari liquidatori di Trento Rise Alberto Bombardelli e Giacomo Bernardi) tra Trento Rise e Deloitte, rimasto incompiuto per due anni (sostituto da un altro), prevedeva il versamento di Deloitte a Trento Rise di 1.163.440€, a condizione che Deloitte incassasse 1.400.000€ (al lordo di IVA) da Informatica Trentina per l'estinzione del debito di questa nei confronti di Deloitte.
Un accordo farlocco, quindi, perché subordinava l'adempimento dell'obbligazione al comportamento di terzi (Informatica Trentina) esclusi dalla pattuizione, mentre al punto 11 della premessa dell'accordo del 1 dicembre 2017, si legge "Le parti hanno informato della pattuizione del presente Accordo il Pubblico Ministero dei Procedimenti Penali, Dottor Pasquale Profitti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trento".
Di conseguenza, l'atto transattivo, privo di alcun valore, ma avvallato dal dottor Profiti, escludeva, con il ritiro della costituzione di parte civile di Trento Rise nei confronti di Deloitte, l'uscita di quest'ultima dal processo.
A questo punto la domanda è d'obbligo. Come mai il dottor Brienza, legale rappresentante della Deloitte Consulting, non figuri tra gli indagati quando la Guardia di Finanza (comunicazione ai magistrati della procura del 14 marzo 2016 prot. n. 26656 procedimento penale 5148/14/21. Annotazione di P.G.) lo aveva espressamente citato tra i sette indiziati.

I risarcimenti non riscossi. Il dottor Claudio Moser, dirigente generale della Provincia autonoma, responsabile del dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro, intimava, il 10 luglio 2019 (prot. D323720197438135726.14.17AT), a Deloitte Consulting srl, (copia della lettera inviata per conoscenza al Servizio Entrate, Finanza e Credito della PAT e all'Avvocatura provinciale) il versamento, entro il termine di 30 giorni, della somma di 2,3 milioni€ (al netto degli importi recuperati) per "a titolo di risarcimento dei conseguenti a fatti illeciti accertati dal Giudice penale di Trento e subiti dallo scrivente Ente pubblico".
A questo proposito, sono da segnalare gli interventi della Procura regionale della Corte dei Conti (relazione del Procuratore regionale dottor Marcovalerio Pozzato in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2020 pag. 4-5).
Il dottor Pozzato scriveva, tra l'altro, «la Società "Deloitte" ha provveduto, nel 2019, a pagare la somma di € 550.000,00. Il contesto della vertenza cui si riferisce la dazione sopradescritta riguarda un danno erariale ben più ampio, pari a circa un milione e ottocentomila euro, sulla cui integrale ed effettiva riparazione è focalizzata l'attività della Procura.»
Successivamente, anche il nuovo Procuratore regionale della Corte dei conti dottor Gianluca Albo, nella relazione dell'apertura dell'anno giudiziario 2022 (pag. 20-21), sull'argomento così si esprimeva «a proposito dei danni cagionati a società in house. G4596 - V2016/00187 – Amministrazioni danneggiate: Provincia autonoma di Trento/Trento Rise– danno contestato € 3.124.007,93€. Il giudizio ha ad oggetto una complessa vicenda relativa all'illecito utilizzo di ingenti risorse destinate all'innovazione nel territorio del Trentino che ha dato origine ad articolate contestazioni di un danno patrimoniale di € 1.706.386,03€ per sviamento di contributi pubblici provinciali e di € 1.236.000,00€ per illecita conclusione ed esecuzione di 21 successivi accordi di transazione...»
Anche la Guardia di Finanza (comunicazione ai magistrati della procura del 14 marzo 2016 prot. n. 26656 procedimento penale 5148/14/21. Annotazione di P.G.) scriveva che "«la società DELOITTE CONSULTING S.r.l ha conseguito l'ingiusto profitto pari a € 1.218.846,65€».

Conclusioni. Dal balletto delle cifre emerge soltanto che la Deloitte ha versato così ci risulta - alla Trento Rise soltanto 550.000€, poco rispetto agli atti transattivi (sono due, di cui abbiamo copia solo del primo) che prevedevano importi di gran lunga superiori. Allora, di chi la responsabilità del presunto mancato incasso della differenza?

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