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Bolzano: Duplice attacco alla toponomastica italiana

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Andreas PoederE' accaduto, ieri, in Consiglio provinciale: protagonista Andreas Poeder

Bolzano, 6 aprile 2017. - di Alessandro Urzì*

Abolire i cosiddetti decreti fascisti che hanno introdotto la toponomastica italiana oggi entrata nell'uso quotidiano da parte degli italiani dell'Alto Adige? La solita provocazione è arrivata dai soliti secessionisti di Suedtiroler Freiheit.

Proposta bocciata, alla fine. Anche la Svp per evitare di pestare i piedi ha deciso di non votarla dicendo che si è alla ricerca di una soluzione. Stop.

E così facendo in un certo qual modo legittima questa fonte del diritto, perlomeno su un piano morale. Magari non era la loro intenzione ma è andata così.

Da parte mia ho ricordato che quel regio decreto così contestato è stato confermato come legge della Repubblica dal decreto legislativo 179 del 2009. E la decisione è stata confermata dalla Corte costituzionale. Non si può tornare indietro nella storia.

Ed ho ricordato che dopo 100 anni gli italiani quei nomi li considerano solamente italiani e non fascisti.

Che si approvino gli elenchi di nomi in lingua tedesca, piuttosto, ma non cancellando quelli italiani.

Ciascun gruppo linguistico decida per se stesso.

Nel pomeriggio un nuovo attacco sulla toponomastica da parte di Andreas Poeder: le commissioni che se ne occupano devono rispettare la proporzionale linguistica. Attenzione, ho risposto, già oggi quella dei sei è occupata da solo due italiani, un ladino e tre tedeschi. Ed è piuttosto squilibrata quindi. Ma a favore del gruppo tedesco e ladino. Anche politicamente, se volessimo: 1 tecnico, 1 PD, 3 SVP e 1 mezzo Svp e mezzo PD.

Insomma se dovessimo riequilibrare lo dovremmo certo fare ma non nel senso indicato da Poeder.

* consigliere provinciale-regionale

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