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Cultura italiana, nuova asse Lillo (Noi per l'Alto Adige) e il PD con tanta nostalgia di Tommasini

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Noi invece ribadiamo: un anno di tempo alla Lega, poi il giudizio

Bolzano, 2 giugno 2019. - di Alessandro Urzì*

Cambio di rotta sulle strategie della politica sulla Cultura in Alto Adige? Si cambia passo rispetto all'era Tommasini ed all'okkupazione del settore da parte del PD? Un anno di fiducia a tempo, poi il bilancio e la sentenza definitiva sulla nuova partecipazione della Lega al governo della Provincia: lo avevamo dichiarato dopo le elezioni provinciali e stiamo mantenendo la parola.

Purtroppo la smania di accondiscendere al Partito democratico con la speranza di poterne essere fedele alleato in vista delle ormai prossima campagna elettorale per le comunali del 2020, rischia invece di fare perdere lucidità e anche correttezza politica a Enrico Lillo, da qualche tempo portavoce de facto (dopo avere abbandonato le fila del centrodestra in cui era nato) di Noi per l'Alto Adige, la versione locale dell'area dei Popolari reduci dall'esperienza delle elezioni europee in provincia di Bolzano con il luminoso risultato dello 0,22%, come se la sconfitta sonora delle provinciali precedenti non fosse bastata. E ciò tanto per dare qualche proporzione.

Capisco che Enrico Lillo non sia pratico nell'onorare gli impegni ma noi sì: se abbiamo garantito un anno di tempo per potere giudicare tutto il progetto del cambiamento annunciato della Lega anche in sede locale un anno di tempo lo prendiamo.

Tanto più che l'assessore Vettorato ha annunciato a breve di volere rendere pubbliche a breve le linee guida definitive della politica sulla Cultura italiana dopo sei mesi di studio del settore. E allora, coerentemente con ciò che abbiamo annunciato dopo la formazione della giunta, dall'opposizione, noi attendiamo e giudicheremo.

Enrico Lillo ed il suo Noi per l'Alto Adige nella sua foga di accondiscendere al PD (nella speranza di essere preso in coalizione da Caramaschi) ed omaggiare le politiche del fu assessore Christian Tommasini dovrebbe essere più cauto nei giudizi sui suoi colleghi di percorso politico del centrodestra con cui ha condiviso vent'anni di impegno politico prima di buttarsi a sinistra. Il mio impegno è oggi come sei mesi fa a ritrovarci, completato il periodo di prova della Lega, ad un anno dall'insediamento della giunta, per cominciare a trarre qualche bilancio, quando la linea politica complessiva sarà tracciata.

Come abbiamo promesso. La prossima volta Lillo invece di dipendere solo dalle parole del suo nuovo punto di riferimento, il PD, provi a fare uno sforzo di lealtà verso gli impegni pubblici dei suoi antichi alleati invece di disperdere energie in polemiche di bassissimo profilo e consistenza.

* consigliere provinciale-regionale

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