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Bolzano, Piazza Vittoria non si tocca!

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Klaus LadinserBolzano, 13 gennaio 2012. - Cambiare nome a Piazza della Vittoria è politicamente una dichiarazione di guerra. A proporla può essere solo uno sconsiderato! Provare solo lontanamente a concretizzare l’aberrante ipotesi del vice sindaco Ladinser di cambiare nome a Piazza Vittoria significherebbe rompere ogni possibilità di dialogo fra i gruppi linguistici della città per altri anni. La denominazione della piazza, sul cui destino si è incrociata in passato l’incauta volontà devastatrice dell’ex sindaco Salghetti, con il risultato che tutti ricordiamo, non va assolutamente posta in discussione.

Riteniamo che i cittadini di Bolzano abbiano già dato sufficientemente in termini di tolleranza, pazienza e capacità di sopportazione: il nostro doveroso auspicio e il nostro caloroso invito è che nessuno provochi altre questioni etniche attorno al Monumento alla Vittoria, alla piazza che degnamente lo ospita e ad altre realizzazioni urbanistiche italiane. Altri attacchi sconsiderati e privi di qualsivoglia intelligenza e lungimiranza politica alla nostra identità di italiani dell’Alto adige non sono assolutamente sopportabili e non verrebbero ulteriormente tollerati perché porterebbero ad ulteriori tensioni su questioni talmente sensibili da non garantire la tranquillità ad una popolazione già afflitta da altri problemi. Che un vice sindaco possa solo pensare ad una simile ipotesi da l’esatta misura delle sue qualità politiche e della sua pochezza propositiva: un amministratore pubblico deve tenere prioritariamente alla serenità dei suoi concittadini e non mantenere alimentata la guerra fra gruppi etnici.

Donato Seppi è consigliere provinciale e regionale di Unitalia

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