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Alto Adige, senza futuro la toponomastica targata SVP

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Toponomastica in Alto AdigeBolzano, 11 febbraio 2012. - Abbiamo ragione di credere che se anche il disegno di legge della SVP arriverà al traguardo, cosa che non credo, saranno i giudici di gara a squalificarne la "corsa".E' chiaro infatti che la SVP non potrebbe e assolutamente non dovrebbe procedere da sola con una proposta legislativa sulla toponomastica atta a creare ulteriori prevaricazioni nei confronti del gruppo linguistico italiano. E' altrettanto evidente che la SVP, non ottenendo nemmeno l'appoggio dei suoi alleati in Giunta e, contemporaneamente, incassando la totale avversità dei partiti della destra tedesca, non avrebbe alternative al ritiro del suo disegno di legge se non fosse pervasa da una frenesia politica ed etnica che fuoriesce dai canoni della più elementare forma di cautela istituzionale. Attaccare una norma dello Statuto, con una proposta legislativa locale, tanto importante come il sancito obbligo della bilinguità dei toponimi, in totale solitudine e sorretta solo da una ipotetica presenza in aula consiliare dei suoi diciotto membri su un totale di trentacinque, è un operazione talmente azzardata che, dal mio punto di vista, non potrà lasciarle via di scampo. Perché se è vero, come affermano esimi costituzionalisti, che la legge, se passasse, potrebbe anche essere considerata discutibile dinnanzi alla Corte costituzionale - e quindi la certezza della sua cancellazione non sarebbe del tutto scontata, benché comunque probabile - è altrettanto ovvio credere che i membri della Corte non darebbero mai il consenso, se chiamati in causa da una denuncia che noi ci appresteremmo immediatamente a presentare, quando la legge fosse votata solo da un partito e, ancora peggio, solo da un gruppo linguistico. Non serve sottolineare che la Corte costituzionale non basa, per ovvie ragioni di principio, le Sue sentenze sulla consistenza dei suffragi ottenuti istituzionalmente da un disegno di legge oggetto della eventuale denuncia ma, riteniamo, che non possa nemmeno tralasciare il pensiero degli italiani e di una grande parte di tedeschi, che presenti in Consiglio Provinciale, hanno votato contro alla legge stessa lasciando la SVP in perfetta e meritata solitudine.

Siamo quindi fiduciosi che l'aberrante proposta della SVP, atta a procurare un ulteriore ferita al già martoriato gruppo italiano, non avrà futuro. Tre sono infatti gli scogli che dovrebbe superare il disegno di legge della SVP per entrare in vigore:

Ottenere la maggioranza in aula, allo stato non scontata considerato che se solo uno dei consiglieri SVP da forfè, non ha i numeri (e, con il voto segreto, sommato al clima del tutto contro tutti che vige nella SVP non è un ipotesi peregrina!);

Subire il voto contrario, questo si già scontato, degli italiani in consiglio che chiederanno a maggioranza il voto separato per gruppi linguistici e dimostreranno anche lì il Loro diniego;

passare indenne attraverso la Corte Costituzionale chiamata immediatamente in causa sia d'ufficio che per denuncia da noi presentata.

 

Donato Seppi, consigliere provinciale e regionale di Unitalia

Auguri!

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