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Bolzano "Sussidi casa, normativa da cambiare"

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Christian TommasiniBolzano, 3 marzo 2012. - Ricercare soluzioni alternative, non certo quelle poste attualmente dall'assessore Tommasini, alla attuale situazione sociale e politica in cui è gestito il sussidio casa è assolutamente necessario. Come è urgente rivedere tutta la legislazione relativa alla concessione di contributi per l'acquisto della prima casa. Queste due forme di spesa pubblica che creano un apparente soddisfacimento delle esigenze sociali ed economiche in cui vivono migliaia di famiglie e che costano centinaia di milioni all'anno, non sono servite a risolvere l'annoso problema del caro affitti e nemmeno ad attenuare quello dei costi per l'acquisto della prima casa; sono esclusivamente e strumentalmente state adottate per continuare ad ingrassare, a volte in modo indebito, i proprietari degli alloggi. Costoro mantengono canoni di affitto spropositati solo in virtù della concessione agli inquilini meno abbienti del sussidio per il canone e, nello stesso modo, concedono alle immobiliari di chiedere importi assolutamente ingiustificati per la vendita di nuovi alloggi che non calano e non si calmiereranno fino a quando la provincia distribuirà quattrini pubblici interferendo su un mercato esclusivamente privato. Per dirla in termini pratici tutti i soldi pubblici che la Provincia elargisce in queste due direzioni, sovvenzioni per l'affitto e contributi per l'acquisto, non servono e non sono mai servite ad aiutare i cittadini meno abbienti ma sono indirizzati esclusivamente a garantire rendite ingiustificate ai proprietari immobiliari e alle imprese costruttrici. Ed è quindi giunto il momento di dare un freno alle speculazioni private sovvenzionate con denaro pubblico; non si può proseguire sulla strada di drogare il mercato degli affitti e dell' acquisto di immobili con iniezioni di pubbliche risorse. Siamo infatti certi che senza queste contribuzioni, spacciate falsamente per sociali e come aiuto alle classi sociali meno abbienti, gli affitti si abbasseranno di quel tanto da riportare i canoni a quotazioni umane e, anche per l'acquisto della prima casa, i prezzi degli appartamenti, affidati totalmente alle regole del libero mercato, otterranno immediatamente una diminuzione almeno pari all'importo dei contributi provinciali concessi.

Siamo consapevoli che vada comunque gestita al meglio la fase di transizione tra la situazione attuale e quella futura per non incorrere nel peggioramento della già precaria condizione economia di tante famiglie; ciò non toglie che la mèta da raggiungere, nel più breve tempo possibile, è quella di eliminare queste inadatte forme di sovvenzione, che tutto sono fuori che indirizzate al sociale, per giungere all'auspicata diminuzione dei canoni di affitto e dei prezzi degli appartamenti.

Donato Seppi, consigliere provinciale e regionale di Unitalia

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