Tutela delle minoranze non significa tutela SVP

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Alessandro FatuzzoBolzano, 29 marzo 2012. - Fli si schiera a favore del taglio del numero dei parlamentari, ma per quanto riguarda la nostra realtà territoriale va salvaguardata la tutela delle minoranze che però non deve e non può valere solo per il gruppo linguistico tedesco e costituire una sorta di salvacondotto per la sola Svp.Anche al gruppo linguistico italiano deve essere garantita una adeguata rappresentanza parlamentare presso Camera e Senato, visto che di fatto esso ha la sostanza ormai di una vera minoranza territoriale, benchè di secondo grado. E quindi, se già si parla di tutela delle minoranze, il tema va posto ufficialmente nell'agenda del governo, aprendo all'analisi della garanzia di rappresentatività anche per la comunità italiana dell'Alto Adige, che già in Provincia e in numerosi Comuni può contare su una scarsa presenza istituzionale che viene ulteriormente posta in discussione da iniziative di legge come quella del PD (avanzata in Regione da Margherita Cogo) e Svp, con le ipotesi di riforme elettorali truffa in Provincia, destinate a ridurre ulteriormente gli eletti del gruppo italiano in tutti i consessi elettivi dell'Alto Adige.

Secondo Futuro e Libertà la questione però riguarda anche le alleanze politiche che in passato hanno impedito al gruppo linguistico italiano di avere una proprio voce al Senato. Va citato l'esempio del collegio

senatoriale Bolzano - Bassa Atesina, in realtà istituito a suo tempo proprio per garantire alla Comunità italiana la possibilità di eleggere un proprio senatore, clausola di garanzia vanificata dall'alleanza del Centrosinistra

con la Svp che ha assegnato quel collegio ad Oskar Peterlini, senza alcuna contropartita, per5lomeno in Alto Adige.

Per Fli all'Alto Adige sarebbero senz'altro sufficienti due soli senatori, uno per il gruppo linguistico tedesco e uno per quello italiano, da eleggersi su base provinciale, coinvolgendo quindi l'intero corpo

elettorale. Sono certamente chiamati in causa, in questa partita strategica, anche le forze politiche italiane stesse, che devono impegnarsi a livcello locale a non accettare mai più imposizioni come quelle che hanno sfregiato la rappresentanza italiana in Parlamento. Va ricordato come dei tre deputati del PDL due sono stati imposti da fuori regione (si tratta degli onorevoli Di Centa e Del Tenno). Imposti sulle teste degli elettori locali da Berlusconi e dal suo "cerchio magico", mortificando la rappresentanza del Trentino e degli italiani dell'Alto Adige.

Un colpo che ancora la nostra regione accusa, in termini di debolezza della propria rappresentanza. Il metodo Pdl, che ha imposto deputati come Del Tenno e Di Centa scomparsi dopo l'elezione dalla carta politica del nostro territorio, va respinto con forza da tutte le componenti politiche, rivcendicando il diritto a scegliere rappresentanti del territorio, anche, se del caso, ricorrendo alle primarie per sceglierli, in caso di collegi uninominali.

Alessandro Urzì*

Alessandro Urzì è consigliere provinciale e regionale di FLI

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