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Alto Adige, disoccupazione ai massimi storici

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Alessandro UrzìBolzano, 3 aprile 212.  -  Il dato del 3,3% può fare sorridere, se paragonato a certe percentuali raggiunte in porzioni svantaggiate del nostro Paese, ma fa preoccupare seriamente se calato nella realtà "felice", o un tempo felice (per meglio dire) della nostra provincia. Sono ricordi lontani le percentuali dell'uno virgola... Livelli così alti di disoccupati (oltre 8.000) sono preoccupanti, perchè essi dimostrano come il modello altoatesino non sia immune alla crisi, e le responsabilità siano da ricercarsi anche in sede locale.

E allora Futuro e Libertà chiede (e lo farà già nel question time, in Consiglio provinciale del 17 aprile) l'assunzione da parte del governo provinciale delle proprie, di responsabilità, attraverso la convocazione degli Stati generali dell'economia altoatesina (allargato alle parti sociali) per potere valutare la crisi attuale nella sua dimensione e i suoi probabili sviluppi futuri, le analisi sulle ragioni, le proposte di iniziativa per arginarla e contrapporre strumenti per lo sviluppo.

Inutile ignorare come il dato sia connesso ad una instabilità generale (che comporta un insprimento per esempio della pressione fiscale, deleteria per aziende e lavoro) ma sia anche al conseguenza di una probabile scarsa lungimiranza dei progetti di investimento strutturale per il futuro dell'Alto Adige.

Ecco perchè è tempo e ora di ritornare a dare la parola agli operatori dell'economia. Il dato sulla disoccupazione deve accendere una spia, ignorare o sottovalutare certi indicatori può essere molto pericoloso.

Alessandro Urzì*

*Alessandro Urzì è consigliere provinciale e regionale di Fli

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