Minniti? Il don Abbondio dell'Alto Adige

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Mauro Minniti, il don Abbondio dell'Alto AdigeBolzano, 21 aprile 2012. - Julia Unterberger lancia il suo nuovo grido di battaglia scavalcando, come ormai prassi consolidata, il Presidente "ufficiale" del Consiglio Minniti, sempre più ridotto a mero esecutore silenzioso dei voleri della maggioranza: dopo avere già tolto a discrezione il diritto di iniziativa e di parola ai consiglieri "sgraditi" ora dovrò essere possibile espellerli anche senza dibattito dall'aula. Così da potersi guadagnare la maggioranza in caso di affanno. Il tutto sarà conseguenza dell'applicazione del regolamento recentemente imposto a spintoni e colpi bassi sotto l'ala protettrice del Presidente Minniti in Commissione regolamento e certificato a colpi di maggoranza in Consiglio.

Non solo: la vicepresidente Unterberger annuncia ora che vuole anche fare la vigilessa urbana e assegnare a Minniti ed a Lei, novelli moralizzatori, il diritto di elevar multe da 300 euro se le cose dette e i toni usati fossero considerati discrezionalmente irritanti.

Preciso: nulla da dire su sanzioni ai consiglieri che non dimostrino atteggiamenti consoni in aula. Ma questa è una misura che esiste già benchè estrema, perchè sospende il diritto alla rappresentanza politica di un eletto. Insomma prevede una limitazione alla democratica funzione del consigliere eletto dai cittadini. Si comprende come sia da considerarsi un provvedimento eccezionale da usarsi in casi di una gravità inaudita nei quali oggi il consigliere comunque può opporsi chiamando a votare il provvedimento il Consiglio nella sua interezza.

Ma Unterberger e Minniti vogliono ora decidere da soli, senza fastidiosi impedimenti democratici e dibattiti. Vogliono avere il diritto di dare e togliere la parola e di cacciare dal Consiglio a loro discrezione, senza doverne rendere conto a nessuno. Facendo pagare il prezzo della pallottola (modello repressione di Tienanmen) allo stesso condannato (300 euro).

Si tratta di misure quelle introdotte e quelle annunciate che sospendono la democrazia, che uccidono la residua credibilità delle istituzioni, che assegnano ad un potere assoluto (quello di un solo partito) anche il diritto di escluere senza nessun processo un consigliere liberamente eletto dal suo mandato.

La Signora Unterberger, contando sull'incondizionato sostegno materiale di Minniti, sta progressivamente smontando gli istituti democratici in Consiglio provinciale. Quando comincerà a esserne consapevole l'opinione pubblica?

Anche le dittature cominciano così.

Ma se dora in poi esprimerò questo mio giudizio sarò cacciato dall'aula e sanzionato. Gli 8000 cittadini che mi hanno votato non potranno più avere voce nell'istituzione dove mi hanno eletto. come chiamare tutto questo?

Alessandro Urzì *

* E' consigliere provinciale e regionale di Fli

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