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Alessandro Urzì, sotto tiro delle BR?

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Alessandro UrzìBolzano, 10 maggio 2012. - Anche Alessandro Urzì sotto il tiro delle Brigate Rosse? Sembra proprio di sì: lui ed altri esponenti politici dell'Alto Adige, per via di un comunicato minatorio a firma della sedicente "ricostituita Colonna Mara Cagol, Brigate Rosse". Ad Urzì e agli altri destinatari del farneticante messaggio la solidarietà di Trentino Libero. Ecco la sua dichiarazione.

"Anche il sottoscritto nella sua qualità di consigliere provinciale di Futuro e Libertà (come riportato nell'indirizzo della lettera minatoria) ha ricevuto una missiva contenente esplicite intimidazioni di carattere personale e generale. Ho provveduto a denunciare il fatto alle autorità di polizia (nello specifico al Comando provinciale dei Carabinieri di Bolzano) già alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile.

Nel comunicato della sedicente ricostituita colonna armata delle Brigate Rosse, denominata con il nome della nota compagna trentina del brigatista Renato Curcio, uccisa nel corso di un conflitto a fuoco con le forze di polizia negli anni di piombo, si fa accenno anche all'Adunata degli Alpini del prossimo fine settimana.

Ho avvertito per questa ragione di dovere denunciare il fatto con la massima tempestività garantendo una adeguata riservatezza per evitare di fornire pubblicità gratuita agli autori del messaggio, probabilmente interessati al risalto mediatico della vicenda.

Ho ritenuto al contrario di consegnare la denuncia alla competenza ed alla esperienza delle forze di polizia (nel mio caso i Carabinieri), ed alla loro rete di collaborazione interforze sul fronte del contrasto ad ogni forma di illegalità a sfondo politico, rimettendomi alle determinazioni eventualmente assunte dalle stesse in merito all'attivazione di mirate misure di sicurezza, anche in relazione al prossimo svolgimento dell'Adunata alpina.

Il senso del dovere mi aveva imposto la prevalente tutela della sicurezza pubblica, garantendo sinora la discrezione sulla vicenda, così come in precedenza riassunta.

Il clamore pubblico della stessa ottenuto (a seguito della diffusione di notizie su altre lettere di medesimo tenore inviate ad altri destinatari) e il fatto di essere contattato dalla stampa locale per avere conferma del mio coinvolgimento nella questione, mi induce ovviamente a dare conferma di quanto sopra esposto.

Invito in ogni caso l'opinione pubblica a non farsi condizionare da questi espisodi ed ad avere fiducia nelle massime misure di vigilanza predisposte in occasione della grande festa popolare che avrà svolgimento in questo fine settimana.

Nel passato sono già stato destinatario di messaggi intimidatori di varia natura, anche con l'invio di polvere da sparo, e nutro la più ampia fiducia nelle forze di polizia nella valutazione del livello di emergenza e gravità delle stesse."

Alessandro Urzì  *

* E' consigliere provinciale e regionale e coordinatore regionale di FLI

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