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Bolzano: Prove generali per il golpe elettorale

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Alessandro UrzìBolzano, 5 giugno 2012. - di Alessandro Urzì

Oggi, in Consiglio provinciale prove generali ed anticipate sui propositi di riforma elettorale della Svp destinati a garantire alla Stella alpina, a fronte di una perdita di consenso e di voti, come annunciano tutti i sondaggi, più consiglieri e un taglio secco e pericoloso della rappresentanza italiana destinata a scendere con il nuovo sistema elettorale da otto a sei se non cinque consiglieri, il che comporterebbe anche la perdita di un assessore del gruppo italiano.

Una autentica legge truffa quella che si preannuncia.

Per questo due settimane fa, all'ultima seduta del collegio dei capigruppo, ho richiesto l'anticipo urgente all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio (convocato da domani) di una mia mozione che porterà al voto l'intera Assemblea e i diversi gruppi politici e linguistici su una serie di principi fondamentali sui quali sarà destinato a ruotare il confronto con la Svp prima in Commissione legislativa e quindi in aula.

Si tratterà delle prove generali di consenso sui principi fondamentali e che metterà di fronte alle proprie responsabilità anche il partner di giunta della Svp, il PD, al quale ho intenzione di richiedere da subito, unitamente a tutte le altre componenti politiche del Consiglio, di crare una linea di demarcazione netta e chiara fra ciò che è ammissibile chiedere, in tema di riforma elettorale, e ciò che non può essere accettabile in ogni caso. Fra questi principi inderogabili quello della giusta e proporzionale rappresentanza dei gruppi linguistici che la proposta Svp sovvertirebbe. Il Pd, che rappresenta il gruppo italiano in giunta provinciale, non può ignorare come l'iniziativa autponoma della Svp, fuori da ogni accordo di giunta, costituisce un affronto grave e fondamentale tale da porre anche la domanda se sia in discussione la base del patto per la legislatura. Non può e non deve essere esclusa nemmeno l'ipotesi di una crisi della maggioranza.

Detto questo la mia mozione chiederà alle forze politiche ed ai gruppi linguistici di votare su alcune questioni fondamentali e di principio. La mozione non a caso intende impegnare la giunta affionchè eserciti un "ruolo di garanzia per la definizione di una legge provinciale elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale del 2013 che:

1. sia espressione di un consenso ampio e maggioritario nell'ambito dei rispettivi gruppi linguistici;

2. sia frutto di una concertazione che preservi gli equilibri linguistici della rappresentanza politica e non costituisca in linea teorica uno strumento di compressione o limitazione di tali rappresentanze elettive;

3. sia la più conforme al principio puro proporzionale quale strumento di piena e articolata rappresentanza delle minoranze linguistiche in un territorio complesso come quello altoatesino".

Questioni di fondo che non possone essere ignorate. Farlo significherebbe mettere in discussione i principi fondamentali stessi dello Statuto di Autonomia.

La Svp lo ha già fatto con la toponoamstica. Intende ripetere la medesima sfida sul campo delle regole per la rappresentanza politica dei gruppi linguistici in Consiglio?

Alessandro Urzì  *

*  E' consigliere provinciale e regionale di Fli

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