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'SVP e legge truffa', serve uno scatto d'orgoglio

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Alessandro UrzìBolzano, 6 giugno 2012. - di Alessandro Urzì

La risposta più coerente alle più recenti provocazioni lanciate dai piani alti della Volkspartei (che promuove una inziativa tesa a imporre un riforma truffa della legge elettorale mirata a garantire alla Stella alpina la maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio a fronte di una perdita di consenso elettorale) può essere solo l'acquisita consapevolezza da parte del panorama politico locale che sia necessario fare fronte comune alle emergenze democratiche che una crescente arroganza di un sistema di potere in grave crisi di identità pone.

Cosa chiedono i cittadini? Trasparenza e moralità nell'azione politica ma anche unità, anche oltre le storiche e legittime diversità.

Insomma è l'idea di un fronte comune di responsabilità che serva a fare argine alla crescente supponenza del sistema/Svp. Un sistema che più avanza la crisi della politica più si chiude per paradosso in se stesso, in difesa, sempre meno disponibile a comprendere le ragioni di una società che chiede apertura, meno muri, più libertà, innovazione e svecchiamento, ad iniziare dai vecchi e logori conglomerati di potere locale che stanno asfissiando l'economia e la aspirazione ad una società più aperta e fondasta sul merito.

C'è bisogno di uno scatto d'orgoglio che parta a livello locale anche dalla consapevolezza che si può avere il cuore che batte a livello nazionale per una o un'altra parte politica ma a livello locale il 25% della popolazione di lingua italiana dell'Alto Adige, i ladini e quella parte minoritaria e sana della società altoatesina di lingua tedesca che vuole superare i vecchi schemi, devono sapere guardare a formule nuove, di solidarietà e uguaglianza dei cittadini di fronte alle sfide del nostro secolo.

In primis la crisi economica che impone risposte straordinarie a problemi altrettanto eccezionali.

La provocazione sulla legge elettorale paraddossalmente fa sentire più vicine e più eguali le opposizioni di ogni lingua e colore, come le unanime prese di posizioni negative fanno intuire.

Credo che alla fine la proposta lanciata prepotentemente dalla Svp finirà per sortire l'effetto contrario: rendere evidente la debolezza della Svp di fronte ai cambiamenti del nostro tempo e fare crescere un terreno fertile per una ricreata unità morale di quella parte di società altoatesina che ha il difetto di non arrendersi di fronte alle arroganze.

Il fermento che già pervade anche la società civile sono la rappresentazione di una volontà di cambiamento che passa dal giusto mix di rinnovamento della classe politica, chiesto a forza dai cittadini, ma anche dalla tensione positiva al superamento degli eccessivi particolarismi che sempre più devono lasciare lo spazio a visioni generali comuni.

Se un merito la "sgarbata" proposta della Svp sta avendo è quello di fare emergere lo stimolo autentico della riscossa da parte di questa parte grande, pulita e bella della società altoatesina. Che forma prenderà tutto questo lo si vedrà. Intanto è importante che si cominci a parlare di essa come del potenziale per un forte e innovativo progetto politico per superare le sabbie mobili del passato.

Alessandro Urzì  *

*  E' consigliere provinciale-regionale di Fli

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