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Oscenità sudtirolesi e la stupidà del PD

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Christian TommasiniBolzano, 7 giugno 2012. -di Alessandro Urzì

E alla fine, a proposito di pacificazione e spirito di fratellanza, quello di cui ha parlato nei giorni scorsi il Presidente Durnwalder al Capo dello Stato Napolitano, Svp, i secessionisti di Eva Klotz, Freiheitlichen, Buerger Union con l'approvazione del PD (come espressamente e innocentemente ricordato dal Vicepresidente della giunta provinciale Berger) hanno allegramente e tutti assieme votato una mozione di impegni in cui si dichiara esplicitamente: "Il testo dell'Inno (di Mameli, ndr) è un vero affronto per l'Alto Adige; parole come stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte (ed successive strofe, ndr) sono espressione di una ideologia che disprezza il genere umano ed è ostile alle minoranze linguistiche".

Bisogna avere il coraggio di dire con parole chiare che il voto di questa mattina è una indecenza morale e politica, senza se e senza ma e non regge alcuna giustificazione contraria.

Il passaggio è contenuto nel testo della mozione 461/12 (nelle premesse, ignorate dai più nel corso del dibattito) approvato in blocco da una larga ed eterogenea maggioranza.

Solo stato l'unico consigliere di lingua italiana ad intervenire nel dibattito ed a dichiarare il mio sdegno. Solo due i voti contrari al documento, il mio e quello del collega Vezzali.

La mozione nella parte impegnativa sostiene invece l'esonero, solo ed esclusivamente per le scuole in lingua tedesca e ladina della nostra provincia, dalla conoscenza dell'Inno, e del contetsio culturale e sociale degli anni in cui fu scritto e musicato, quasi che i ragazzi e bambini delle scuole in lingua tedesca e ladina appartenessero ad un corpo estraneo al tessuto nazionale. Va bene l'autonomia, ma qui si è andati molto oltre...

Ho chiarito con forza come, al di là della propaganda, le proposte in discussione in sede parlamentare prevedono che sia fornito nell'ambito delle didattiche eleborate da ogni singola scuola, nella loro autonomia, qualche elemento di conoscenza del significato nel testo dell'Inno, nella sua accezione storica e culturale. Nulla a che vedere con il canto dell'inno tutte le mattine in aula.

Ma si è preferito continuare ad alimentare la polemica sulla base delle paure. Arrivando al risultato osceno della mozione che certifica come i ragazzi di lingua tedesca e ladina non debbano nemmeno conoscere il contesto storico e il significato dell'Inno. Mi chiedo su quali presupposti sarà mai possibile fare comunicare le comunità di lingua diversa se prevalgono le paure anche rispetto alla semplice conoscenza dei valori e del retroterra culturale degli "altri" ammettendo che si vogliano considerare altri. "Ha vinto l'ignoranza rispetto alla conoscenza che apre le porte e amancipa i cittadini", ho voluto rimarcare.

Rimane comunque lo sgarbo istituzionale, grave e significativo sul piano simbolico, verso il Capo dello Stato che nemmeno 48 ore fa il Presidente Durnwalder aveva invitato con grandi parole di formale cortesia in Alto Adige.

Insomma un Comitato di accoglienza per il Presidente della Repubblica che lascia interdetti.

Scriverò al Presidente della Repubblica già nel corso della giornata per sottolineare il mio sdegno per questo atto formale del Consiglio che sfregia l'Inno nazionale, soprattutto nelle premesse del documento approvato. L'affermazione per cui esso sia "epressione di una ideologia che disprezza il genere umano" rappresenta un atto che impone un gesto formali di scuse da parte di Svp, Pd, Freiheitlichen, Buerger Union, Suedtiroler Freiheit e Lega Nord al Capo dello Stato. E' inutile invitarlo a Bolzano con i sorrisi per poi preparargli un boccone avvelenato come quello confezionato oggi in Consiglio provinciale.

Alessandro Urzì *

* E' consigliere provinciale-regionale di Fli

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