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Alto Adige 'indipendente' con minacce al commissario del governo

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Valerio Valenti con Luis DurnwallderBolzano, 8 giugno 2012. - di Alessandro Urzì

Ha tutta l'aria di una enorme sciocchezza partorita da una persona con una certa confusione mentale, ma è rappresentativa di un clima che deve cominciare a preoccupare. E' la proclamazione dell'indipendenza dell'Alto Adige e minacciose dichiarazioni (il fatto che prepoccupa di più) rivolte al Commissario del Governo Valenti, giunte oggi via mail e fax ad una lunga serie di destinatari istituzionali e politici. C'è anche una sorta di firma da parte di un sedicente Re Maximilian.

A furia di accettare come argomenti di normale dibattito politico temi come quello del Libero Stato dell'Alto Adige, i deliri razzistici contro l'Inno italiano (solo ieri definito in un documento approvato dal Consiglio provinciale come "espressione di una ideologia che disprezza il genere umano"), a furia di accettare normale il dibattito sulla secessione (recentemente discusso alla stessa stregua di un qualunque altro tema in Consiglio provinciale) o quello sulla grazia agli stragisti, senza nemmeno pretendere un atto di scuse formali, o l'abolizione della toponomastica italiana, non sorprende che si accendano nella società focolai di follia che rischiano di portare a evoluzioni imprevedibili e potenzialmente pericolose.

La lettera ricevuta anche dal sottoscritto contiene parole e dichiarazioni particolarmente gravi per esempio verso il Commissario del Governo e numerose altre funzioni pubbliche.

Nella comunicazione viene data comunicazione anche di un sito internet che chiedo da subito venga oscurato. L'indirizzo è il seguente: http://state-union.us/seiten/Staat%20Koenigreich%20Suedtirol.htm

Rimane la gravità dell'episodio, probabilmente ascrivibile ad un personaggio disturbato ma espressione di un clima politico che deve vedere ristabilire un equilibrio ed una sobrietà perdute da tempo.

Ho intenzione se necessario di denunciare l'episodio alle autorità di polizia perchè sia evitata la propagazione di comunicazioni gravi, contrarie all'interesse pubblico e minacciose nei confronti delle autorità costituite.

Invito però la Politica a comprendere come il continuo accellerare della pressione su tematiche estreme e radicali (come la secessione) agita le menti dei più deboli e possa sortire effetti assolutamente imprevedibili e gravi.

Alessandro Urzì  *

*  E' consigliere provinciale-regionale di Fli

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