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Bolzano: Urzì diserta i lavori della commissione regolamento

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Alessandro UrzìBolzano, 18 giugno 2012. - Alessadro Urzì diserta i lavori della commissione del regolamento del consiglio provinciale di Bolzano, contestando la squilibrata gestione da parte della presidenza Minniti e lo fa con la lettera che pubblichiamo. "Spettabile Segreteria del Consiglio provinciale, con la presente intendo comunicare la mia assenza per protesta alla seduta odierna della Commissione regolamento a cui sono stato invitato, con provvedimento dal sapore notarile, a partecipare.

Rilevo come tale invito manifesta una evidente contraddizione. Esso è esteso infatti, come da sempre, anche a quanti non siano componenti effettivi della Commissione (componenti effettivi scelti, a termini di Regolamento, ed a discrezione, previa semplice comunicazione ai capigruppo, dal Presidente del Consiglio). Secondo una tradizione consolidata il ruolo dei componenti non effettivi della Commissione nel passato era stato però sempre ritenuto attivo, ossia con la possibilità di potere intervenire nel processo di elaborazione delle deliberazioni non solo con la parola ma anche con propri emendamenti a proposte di modifica del Regolamento in discussione.

Arbitariamente questa consolidata prassi che aveva assicurato modifiche del regolamento partecipate, condivise e inclusive, garantendo un equilibrio esemplare fra i diversi poteri interni al Consiglio, come si è in modo esemplare dimostrato sotto la Presidenza del Presidente Steger, è stata superata sulla base di semplicistiche interpretazioni imposte con valore vincolante da parte della Presidenza del Consiglio provinciale che ha di fatto escluso dalla partecipazione ai processi di elaborazione delle modifiche del regolamento (esclusa la semplice possibilità di proposta) i componenti non effettivi della Commissione a cui è da qualche settimana negata la possibilità, prima e da sempre ammessa, di emendare le proposte approdate alla Commissione.

Ritengo questa prassi introdotta arbitraria e grave, segnale di un verticismo pericoloso e inquinato, che annulla il ruolo di una ampia parte del Consiglio provinciale per quanto attiene l'iter di riscrittura delle regole di garanzia su cui si regge l'intero impegno del Consiglio provinciale.

La partecipazione, puramente formale, mia e di numerosi altri colleghi alle sedute della Commissione Regolamento, risulta quindi oggi del tutto ininfluente e mortificante per il ruolo consolidato che da sempre avevano avuto anche le componenti politiche non direttamente rappresentate in Commissione nei processi di verifica del Regolamento.

La leggerezza con cui è stata imposta, da parte della Presidenza del Consiglio provinciale, questa modalità lesiva della prassi consolidata, e ciò esclusivamente sulla base di un parere acquisito con consulenza, significativamente retribuita, ad un giurista che ha attinto alle esperienze parlamentari italiane ed alla complessità della organizzazione interna di Camera e Senato (per molti aspetti nemmeno lontanamente paragonabili alla organizzazione ed alla gestione di una Assemblea composta nel suo compesso da soli 35 consiglieri, quale è il Consiglio provinciale), costituiscono una sintomatica perdita di prestigio dell'autonomia e della terzietà dell'Ufficio, e costituisce un permanente grave danno alla credibilità dell'Istituzione e onorabilità dell'alto organo.

Per queste ragioni non intendo oggi partecipare alla seduta della Commissione regolamento, al fine di manifestare la mia ferma protesta per un atteggiamento autoreferenziale e gravemente condizionato, sul piano politico, della Presidenza, che mortifica il Cosiglio provinciale e rende del tutto evanescente e solamente formale il ruolo e la funzione dei consiglieri non componenti effettivi della Commissione regolamento. Lo ripeto: contro la prassi consolidata che aveva garantito un perfetto equilibrio per decenni e sino alal Prsidenza Steger.

Mi prema a tal fine rilevare come la situazione venutasi a determinare in Consiglio provinciale con la votazione da parte dell'intero corpo delle minoranze politiche della sfiducia nei confronti del Presidente Minniti, sfiducia che ha coinvolto, gravata dall'essere sostenuta anche da parte della maggioranza, pure la Vicepresidente Unterberger, induce a riconsiderare la composizione di detta Commissione in cui sono previsti due componenti effettivi di minoranza politica. Non essendo riconosciuto il Presidente Minniti come espressione della minoranza ritengo che perlomeno su un piano di opportunità debbano essere assunti provvedimenti conseguenti e coerenti a tutela della giusta rappresentanza e del diritto di partecipazione della minoranza politica e in particolare linguistica di lingua italiana nel consesso in cui sono scritte le regole del confronto consiliare e parlamentare.

Non considerare il grave vizio venutosi a determinare costituirebbe ulteriore e grave lesione di principi cardine della rappresentanza democratica.

Richiedo che la mia posizione sia comunicata ai Signori componenti effettivi della Commissione.

Con cordialità, Alessandro Urzì"

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