Bolzano 'Toponomastica, ancora fumo negli occhi!'

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toponomastica monolingueBolzano, 26 giugno 2012. - di Alessandro Urzì

La soluzione relativa alla segnaletica di montagna indicata dalla giunta provinciale è semplicemente una "non decisione". Va rilevato come infatti la indicazione rivolta all'Avs di provvedere alla ricollocazione (graduale, si legge comunque) della segnaletica bilingue violentata dai ripetuti interventi di manomissione dell'associazione alpinistica, riguarda solo denominazioni di frazioni, comuni, località di una certa dimensione. Ci mancherebbe altro che non si fosse previsto un ripristino del bilinguismo in questo ambito che è sotto l'evidenza di tutti essere stato oggetto di una forzatura inaccettabile.

Ma bisogna rilevare come nel numero di segnali di cui è stata dichiarata "la bilinguità" rientrano anche una grande massa di cartelli relativi a denominazioni che vengono da Svp e Pd ritenute bilingui solo per l'avere previsto l'indicazione dell'appellativo bilingue (Sentiero, Via, Maso, Prato, lago, Monte... ma non il nome di per sè del luogo fisico). E in alcuni casi è previsto anche l'uso di pittogrammi per evitare il ricorso all'appellativo bilingue...

Insomma una non soluzione, o una soluzione a metà, o una soluzione pilatesca che lascia inalterata una buona parte del problema. Anzi consolida una situazione di monolinguismo.

Non si deve poi dimenticare come sia lasciata in sospeso la questione di oltre 80 denominazioni storiche che Durnwalder ha dichiarato arbitariamente non volere riconoscere in italiano. Fra queste, per capirci, anche la Vetta d'Italia che proprio sconosciuta non è. Ecco quindi che assume valore politico e solo tale la presa di posizione del presidente della Provincia.

Sarebbe questa la soluzione? Lasciare in sospeso una questione che in punta di diritto sarebbe stato facilissmo risolvere, semplicemente appellandosi allo Statuto di autonomia che invece il bilinguismo impone?

Pare quasi che l'accelerazione burocratica (una nota, semplicemente questo, a cui bisognerà vedere quando e come seguiràè l'intervento dell'Avs) sia insomma destinata a buttare un po' di fumo negli occhi degli osservatori più distratti. Non fare cambiare nulla sul campo ma dare l'idea di un ravvedimento della Provincia. Forse per ottenere il via libera dal Governo (sull'esempio già seguito da Fitto delle contrattazioni riservate e private) sulla cancellazione formale di un ulteriore numero di quelle ottanta denominazioni lasciate in sospeso. A pensare male si fa peccato ma il più delle volte ci si azzecca...

Alessandro Urzì *

* E' consiglire provinciale-regionale di Fli

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