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Bolzano: Bus all’idrogeno (9 milioni di euro), ma non ci sono le stazioni di rifornimento

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bus idrogenoBolzano, 17 febbraio 2013. - di Alessandro Urzì

La vicenda dei 5 bus ad idrogeno costati 9 milioni di euro si allarga: quando arriveranno in Alto Adige non sarà ancora disponibile una stazione di rifornimento per poterli fare viaggiare. Nemmeno sarà probabilmente pronta l'officina per il ricovero dei mezzi (in costruzione invero, benchè a singhiozzo, all'interno della Spaghettata di Bolzano sud) e per poterli aggiustare in caso di guasto.

La conferma di tutto questo (e soprattutto dell'assenza in Alto Adige di una stazione di rifornimento) è assoluta, ed è confermata dagli ambienti che si occupano dello sviluppo del progetto. Si tratta dell'Istituto per le innovazioni tecnologiche che ha come socie: la Provincia autonoma di Bolzano (20%), l'Autostrada del Brennero Spa (20%), la Leitner Spa (20%), la SEL Spa (20%), la SGS Hydrogen Srl (13,97%), la GPI Srl (5,0%), l'Eurac (1,03%). I bus sono stati acquistati direttamente dalla Provincia. La Provincia stessa ha impegnato per i prossimi tre anni 500 mila euro all'anno. Solo poche settimane fa.

Ma il caso della mancanza di una stazione di rifornimento attiva ha il sapore della beffa. Perchè questo è l'altro capitolo che impone una grande analisi sulla ragionevolezza dell'investimento e sui costi/benefici: oltre ai 9 milioni per i cinque bus quanto è costata la grande operazione sull'idrogeno in Alto Adige?

Ho chiesto già da tempo con una serie di dettagliate interrogazioni il prospetto finale e complessivo dei costi sopportati dalla Provincia per questa azzardata operazione.

Possiamo sin d'ora affermare che i costi sono in ogni caso stati di svariati milioni (oltre a quelli per l'acquisto dei mezzi) e si suddividono in: realizzazioni infrastrutturali dei magazzini, delle officine e del distributore che ancora non c'è. La gara d'appalto è andata una volta deserta e ciò ha rallentato notevolmente i lavori. A questo punto è impossibile fare anche previsioni sulla consegna. Così avremo i bus ma questi staranno fermi, forse all'aperto, perchè il cantiere è ancora tutto in alto mare tanto che quando ho chiesto ufficialmente in 1° Commissione la possibilità di eseguire un sopralluogo mi è stato detto che non era il caso perchè il cantiere è ancora tutto in divenire e sarebbe stato di difficile accesso...

Il secondo capitolo spese è quello della ricerca, compiuta a supporto di grandi gruppi industriali ma anche dell'immancabile Sel. Insomma direttamente o indirettamente sempre risorse pubbliche perchè tali sono quelle di Sel, Eurac, A22...

L'analisi dettagliata sarà disponibile entro la settimana e sarà oggetto della segnalazione complessiva alla Corte dei Conti, per una verifica dei costi/benefici dell'intera operazione.

La dichiarazione ufficiale della Provincia per cui l'operazione è in perdita ma serve a rafforzare la consapevolezza della vocazione ambientale della Provincia è scandalosa.

Ma chi se ne importa, verrebbe da dire: in un momento di così grave crisi la dispersione di così imponenti risorse economiche in un progetto avvenieristico lontano dall'essere applicato nella realtà dei fatti lascia interdetti e sconvolti.

Ma almeno si potesse vedere viaggiare i cinque bus da nove milioni di euro: oltre a non riuscire ad affrontare le salite non c'è neanche dove poterli rifornire di propellente... Andremo a vederli in garage, se almeno quello sarà pronto.

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