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Bolzano: la solidarietà di Urzì alla polizia penitenziaria

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Carcere di BolzanoBolzano, 15 ottobre 2013. - Redazione

Nella serata di ieri il consigliere regionale Alessandro Urzì si è recato personalmente presso la struttura carceraria di Bolzano per presentare la propria solidarietà al personale della polizia penitenziaria autoconsegnatosi ed in sciopero della fame. La situazione per quanto riguarda il personale è estremamente grave, ha annotato Urzì all'uscita dal carcere, e impone un intervento immediato da parte delle autorità competenti.

Il problema centrale è la grave situazione di stress che sta interessando il personale di polizia penitenziaria ridotto al lumicino a seguito non solo di croniche deficienze di organico ma anche di distacchi fuori provincia.

E' accaduto che in alcune notti siano rimaste in servizio solo tre unità contro almeno il doppio necessario per garantire standard di sicurezza adeguati.

Ciò detemina condizioni insopportabili di tensione che già nel passato erano sfociate in esplosioni di rabbia incontrollate con conseguenze anche letali.

Di certo non basta la sola solidarietà: la situazione si sana solo restituendo agli organici la forza adeguata e sufficiente per fare fronte ai servizi in condizioni di sicurezza per il personale.

La promiscuità fra detenuti e poliziotti penitenziari (potenziata dall'arretratezza della struttura carceraria bolzanina, realizzata nell'Ottocento ed ancora intatta nella sua organizzazione interna originaria) rappresenta una situazione di allarme che deve esser immediatamente sanata.

Il digiuno avviato da alcuni poliziotti impone scelte drastiche ed immediate.

Il consigliere regionale Urzì si è impegnato ad attivarsi personalmente nelle prossime ore per garantire una adeguata eco alla legittima protesta verso la quale ha portato la propria solidarietà ricordando che la Polizia penitenziaria rappresenta il primo e più importante presidio di sicurezza della società, costituendo una forma di cuscinetto fra autori di reato e cittadini. Un lavoro prestato lontano dai riflettori, in condizioni di difficoltà permanente.

Da qui la vicinanza personale prima che politica a ciascuno di loro.

Bolzano: la solidarietà di Urzì alla polizia penitenziaria

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