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Urzì: "Basta con gli Speed check"

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Speed checkBolzano, 31 marzo 2014. - Redazione

Secondo un'autorevole nota del Ministero delle Infrastrutture, l'unico impiego possibile per gli Speed Check, i cilindri prevalentemente di colore arancione assurti agli onori della cronaca negli ultimi giorni, può avvenire solo con l'installazione al loro interno di un dispositivo per la misurazione elettronica della velocità di tipo approvato, unitamente alla presenza della pattuglia di Polizia Locale a presidio dello Speed Check stesso, come da normativa vigente.

Tra l'altro lo stesso Ministero, con una successiva nota, ha anche specificato che debba essere verificata la possibilità di alloggiare nelle colonnine in questione i dispositivi misuratori di velocità con particolare riguardo alle eventuali condizioni interne suscettibili di pregiudicarne il funzionamento.

Inoltre, proprio nelle scorse ore, il Capo di Gabinetto del Ministro Lupi ha diramato un comunicato in cui invitava i Sindaci italiani a non procedere con l'installazione degli Speed Check a bordo strada in quanto non omologati né autorizzati ed anzi pericolosi in quanto costituenti ostacolo fisso ancorché posto al di fuori della carreggiata.

Ma nonostante queste concrete prese di posizione, molte amministrazioni locali anche in Provincia Autonoma di Bolzano hanno deciso imperterrite di procedere con l'acquisto dei manufatti, sfidando non solo gli ammonimenti ministeriali ma anche le conseguenze di cui saranno passibili qualora l'utilizzo dei cilindri fosse dichiarato fuori legge.

A questo proposito il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì ha presentato una dettagliata interrogazione alla Giunta provinciale per sapere tra l'altro se la Provincia di Bolzano intenda finanziare tramite i Comuni l'acquisto degli Speed Check. " Infatti - dichiara l'esponente politico - in attesa di un definitivo pronunciamento da parte del Ministero delle Infrastrutture, anche in considerazione che l'art. 60 della Legge 29 luglio 2010 numero 120 rinvia ad apposito decreto ministeriale la definizione delle caratteristiche degli impianti da impiegare per la regolazione della velocità, sarebbe auspicabile che le amministrazioni locali facessero un passo indietro e sospendessero l'acquisto di tali attrezzature."

"Chiederemo conto - tuona il consigliere Urzì – non solo nelle sedi politiche ma anche di fronte alla magistratura contabile dei denari pubblici spesi per l'acquisto di tutti gli speed check in Provincia di Bolzano, qualora il Ministero competente stabilisse il divieto di utilizzo dei cilindri come dissuasori di velocità." 

Urzì:

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