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Bolzano: "Giorno della memoria per le vittime del terrorismo, ma le istituzioni tacciono...."

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Kompatscher SpagnolliBolzano, 9 maggio 2014. - di Alessandro Urzì

Oggi, giornata in memoria delle vittime del terrorismo, le istituzioni locali tacciono mentre mettono mano alla rimozione delle memorie del Pascoli e di Piazza Tribunale.

Abbattimento delle scuole Pascoli e "relativizzazione" dell'altorilievo di piazza del Tribunale. Sono la rappresentazione di un medesimo atteggiamento culturale che parte sempre dalla medesima premessa: un vago senso di colpa storico, di cui io al contrario come ampia parte della Comunità altoatesina non si sente affatto vittima, essendo nato nel 1966, il bisogno continuo di essere accettato da qualcuno e per essere accettato di dovere piegare storia, cultura, identità, memorie, alle arroganze politiche di chi non riesce a gurdare oltre, a domani, ma è costantemente afflitto dai torcicolli storici.

Alla riunione dell'altro giorno in Consiglio provinciale con i capigruppo ho avuto modo di riferire al sindaco Spagnolli la mia perplessità più profonda per questa costante operazione di revisionismo storico che fa mettere mano oggi al Monumento alla Vittoria, domani alle Pascoli, ieri al Cinema Corso, domani ancora a piazza del Tribunale.

Il sindaco mi ha risposto che a lui tocca mediare, rappresentare anche il punto di vista dei suoi concittadini/alleati che la pensano in maniera  diversa.

Ma chi avverte l'altorilievo come un problema? Gli Schuetzen, forse? Gli unici che hanno protestato in piazza? O più probabilmente Kompatscher, in questo momento di difficoltà dei Freiheitlichen e delle estreme destre tedesche, deve recuperare credibilità per la Svp in quell'area ed allora chiede a Spagnolli di aiutarlo nel dare un colpo di martello in via Longon e poi uno in piazza Tribunale, perché il Monumento che fu dedicato alla Vittoria è già stato da tempo riconvertito a Monumento di monito verso le dittature, con una operazione culturale di modestissimo e anche un po' volgare profilo morale, soprattutto all'indomani delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia a cui, senza alcuna offesa da parte di Spagnolli, l'ex presidente Durnwalder dichiarò sornione che non avrebbe partecipato perché lui con l'Italia non c'entra nulla.

Ma allora non si ritenne che fosse necessaria una mediazione, che si dovesse chiedere a Durnwalder di rappresentare anche i cittadini che non la pensavano come lui, si incassò e basta. Tutto con la massima normalità.

L'annuncio delle picconate su piazza Tribunale (non c'entra affatto il personaggio ritratto sull'altorilievo, c'entra il fatto che si voglia ancora una volta pensare che la storia la si cancella o la si riscrive con le ruspe o con interventi materiali, non guardando dentro di sé) guarda caso cade nel giorno (9 maggio) dedicato in tutta Italia alle vittime del terrorismo politico.

L'Alto Adige che ne ha avuto oltre venti, innocenti, non celebra nulla. Non ricorda nulla. Qualche anno fa spedii insieme alla figlia del carabiniere Vittorio Tiralongo, ucciso a fucilate in valle Aurina, un appello proprio a Spagnolli per chiedergli di autorizzarci (solo autorizzarci) a collocare in un luogo pubblico cittadino una targa a ricordo delle vittime del terrorismo. Sapete cosa è accaduto? Non ci fu mai nememno risposto, per dirci di no.

E' questo ciò che fa venire qualche sospetto, ossia che ci sia dietro a tutto un atteggiamento culturale, la debolezza di chi per essere accettato nella buona società dalla quale dipende (se la Svp fa il pollice verso Spagnolli non sarebbe più nulla) è pronto ad ogni tipo di mediazione e rielaborazione. Ma quando si chiede che il percorso sia reciproco, che qualcuno si ricordi delle vittime del terrorismo separatista ci si debba sentire fuori posto e sconvenienti. Quasi in colpa per avere pensato che forse sarebbe anche finalmente giusto che da parte della Svp e del Pd venisse un atto sincero di incontro sul bisogno di ricordare che chi ha perso la vittima per la violenza deve essere ricordato e basta, senza guardare indietro e fare processi, solo per onestà intellettuale e Giustizia morale.

Invece no: oggi 9 maggio a Bolzano ed in provincia non si celebrano le vittime delle bombe e delle fucilate, si continua a camminare in ginocchio sui ceci chiedendo scusa di esistere.

Io e tanti cittadini di questa provincia non ci stanno.

Bolzano:

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