Ora depotenziamo come relitti storici anche gli Schuetzen

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Luis AmplatzBolzano, 6 settenbre 2014. - di Alessadro Urzì *

L'indifferenza, con cui la stragrande maggioranza della società civile vivrà la commemorazione di questa sera a Bolzano della triste figura delterrorista Amplatz, di per sé è un segnale rassicurante e incoraggiante.

La gente, come sempre, è più avanti di coloro che vivono solo di passato e rancori. Gli Schuetzen, con la loro patetica lugubre sfilata, e la loro messa, si avviteranno ancora una volta nel loro odio, celebrando non i portatori di pace ma i seminatori di terrore e morte.

Questa soddisfazione ce la dobbiamo prendere: quella del soverchiante disinteresse (anche e soprattutto da parte della comunità di lingua tedesca) verso questi relitti storici di un'epoca lontana nella testa della gente, che è solo nella ossessione malata di chi vive nel 2014 ma sembra essersi addormentato negli anni '60.

Però una cosa lasciatemela dire: la scarsità di attenzione pubblica e sociale verso la commemorazione di un terrorista non deve fare abbassare la guardia verso il rischio dell'affermarsi della tolleranza verso la violenza.

Questo non ce lo possiamo permettere, perlomeno pr rispetto delle vittime, tanti uomini in divisa, alcuni innocenti civili, che hanno perduto la vita per la follia di personaggi come quelli che oggi saranno commemorati.

Ecco perché rivendico il diritto di avere richiesto alle autorità di polizia la massima vigilanza sul rispetto della legge e perché non siano ammesse apologie di reati. Ecco perché rivendico anche il diritto di avere chiesto, con deferenza e rispetto, anche allo stimato vescovo di Bolzano e Bressanone di avere consapevolezza del fatto che la Chiesa dovrebbe ammonire i peccatori e non accoglierli come predicatori.

Domani di Amplatz e dei poveri Schuetzen strangolati alla loro triste storiae avvitati nel loro passato probabilmente non parleremo più. Ma queste manifestazioni non sono belle manifestazioni e forse un po' distaccata indignazione in più, nel disinteresse che pure doveva esserci, avrebbe testimoniato la maturità di una società che difende i valori di civiltà e semplicemente non si volta dall'altra quando bisogna avere il coraggio di affermarli.

Un velo di tristezza, infine, per un tweet della redazione in lingua tedesca della sede Rai di Bolzano, in cui si parla di manifestazione in ricordo degli attivisti e non dei terroristi. Il servizio pubblico dovrebbe essere un'altra cosa: cosa accadrebbe se domani il Tg1 parlasse dei mafiosi come di semplici affaristi o se il Tg3 ci raccontasse deti tagliatori di teste chiamandoli bonariamente solo "idealisti". Le parole hanno un loro significato. Usiamole correttamente.

*consigliere provinciale e regionale

Ora depotenziamo come relitti storici anche gli Schuetzen