Lotta all'omofobia? Ecco di cosa si tratta

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Rovereto, 20 aprile 2016. - Redazione*

Nella serata di ieri, martedì 19 aprile, l'Urban Center di Rovereto ha ospitato la conferenza, organizzata dal circolo locale di Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale, "Gender a scuola: l'ultima follia di una società malata". Lo scopo della serata non era infatti propagandistico ma informativo e la stessa era volta a far conoscere agli ospiti la portata di ciò che sta investendo in questo momento la nostra società e minacciando in modo così serio la nostra cultura e i nostri valori.

L'incontro è stato aperto da Piergiorgio Plotegher, Presidente del circolo di FdI-AN di Rovereto, ha seguito l'intervento di Marika Poletti, Presidente Provinciale del Partito, che, coadiuvata da un eloquente documentario, ha esposto i termini generali del problema; Guerrino Soini, Responsabile provinciale del Dipartimento Famiglia e Difesa della vita, ha poi esposto ai presenti un corposo dossier sui casi accertati e accreditati verificatisi in Italia e altrove in Europa di propaganda Gender nelle scuole; a concludere Federico Iadicicco, Presidente nazionale del Dipartimento Famiglia e Difesa della vita, ha demolito una ad una le inconsistenti critiche al nostro operato e le assurde accuse di dire falsità che ci pervengono da ogni dove.

"Abbiamo voluto incentrare la serata su fatti concreti, realmente accaduti e documentati" affermano gli organizzatori "per permettere a tutti di prendere realmente coscienza della realtà e potersi fare un'idea libera da ideologismi di ogni sorta. Possiamo arrivare ad accettare qualunque aggettivo tranne bugiardi. Dei bugiardi non ce lo facciamo dare da nessuno, meno che meno dall'Assessore Ferrari e dai suoi collaboratori che tanto si sono spesi per negare l'evidenza dei fatti."

Le testimonianze si sono susseguite nel video/documentario proiettato all'inizio della serata e nel dossier: casi, suddivisi nei diversi ordini scolastici, in cui vengono descritti alcuni dei progetti finanziati con denaro pubblico che sono stati inseriti durante gli orari curricolari di scuola sotto la veste di lotta al bullismo, percorsi contro la discriminazione di genere e l'omofobia. Termini, questi, che tranquillizzerebbero qualunque genitore, ignaro della possibilità di poterli vedere concretizzati in forme distorte.

* comunicato

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