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Nucida e Gerola in "trincea" contro il Fisco

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foto-bara2Rovereto, 21 gennaio 2012. - La “storia orribile” che  raccontiamo riguarda due nostri concittadini,  soci della Automobile Due s.n.c., con sede a Rovereto. L' azienda agisce  nel settore del commercio delle automobili nuove ed usate. Le vittime sono Stefano Nucida e Rolando Gerola.  Lo Stato,  attraverso le sue articolazioni,  tributaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle entrate) e giudiziaria (magistratura penale e tributaria), li sta “triturando” gettandoli in un inferno di conseguenze  patrimoniale e penali.

La “disgrazia” ha origine quasi 6 anni fa,  con gli accertamenti della Guardia di Finanza di Rovereto, avviati il 6 novembre 2006 e  conclusi con il processo verbale di constatazione del 3 luglio 2008, approvato dall'Agenzia delle entrate di Trento che, con diversi avvisi di accertamento, per gli anni di imposta 2003, 2004 ,2005, 2006, intima  alla società e ai due soci il pagamento di 6.215.432,00 euro ai fini Iva, Irap per la società e Irpef  per i soci, (sanzioni comprese,  al netto degli interessi da quantificare). Nel frattempo la medesima Agenzia delle entrate annulla, in autotutela, l'accertamento del 2006.

La Società Automobile Due snc  opera prevalentemente nella zona di Rovereto e acquista le automobili sul mercato nazionale, presso rivenditori italiani.  Per alcune di queste (n.127 autovetture su n. 1.332), la Guardia di Finanza teorizza, per quattro anni di imposta verificati,  l'ipotesi di “frode carosello” cioè evasione dell' Iva, nel contesto del regime  Iva intracomunitario  in vigore in quegli anni,   sulla presunzione che alcuni dei fornitori nazionali fossero soggetti inesistenti. Stessa sorte toccherà ad altri commercianti di automobili operanti sul territorio provinciale (alcuni sono falliti e altri sono sull’orlo del baratro).
Il teorema della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle entrate è il seguente: soggetti inesistenti producono operazioni inesistenti. L'Iva portata in deduzione dalla Automobile Due è un “elemento passivo fittizio”, e così i costi di acquisto, il cui annullamento provoca l'artificioso aumento di reddito, con inevitabili conseguenze sull'Irpef dei soci..

Sul piano penale, la procura della repubblica di Rovereto, rinvia a giudizio i due  malcapitati per il reato di “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. Migliore sorte spetta, invece,  agli altri operatori sul territorio nei cui confronti la procura della repubblica di Trento archivia il pvc della Guardia di Finanza per insussistenza  di reato.

E' sufficiente ribadire che chi,  nel nostro caso  fornitore nazionale, regolarmente iscritto alla Camera di Commercio territorialmente competente,  fornisce  le autovetture (il cui prezzo è quello di mercato), rilascia regolare  fattura con  Iva (operazione attiva in regime Iva), mentre a sua volta  la snc Automobile Due  incassa il ricavo della vendita dell'autovettura. Emette  regolare  fattura con Iva (operazione passiva in regime Iva) che incassa dal cliente finale a cui l' automobile, munita del libretto di circolazione e del certificato di proprietà,  è ceduta e regolarmente immatricolata presso il Servizio Motorizzazione Civile della Provincia autonoma di Trento che ha accertato, viceversa,  l’assoluta esistenza delle auto contestate.

Infatti, è la Provincia autonoma di Trento – Servizio Motorizzazione Civile - che provvede all'immatricolazione delle automobili, mediante acquisizione  “della dichiarazione dell'importatore circa l'assolvimento degli obblighi Iva e circa la condizione fiscale del veicolo (fiscalmente nuovo, ovvero fiscalmente usato) e solo successivamente inviate all'Agenzia delle entrate per le verifiche fiscali. Inoltre, sempre, secondo il Servizio della Motorizzazione Civile “nessuna verifica, se non formale (completezza, data e firma etc, etc) veniva svolto circa la regolarità delle dichiarazioni, così come disposta dal Ministero dei Trasporti”.
Al riguardo, il Ministero dei trasporti e della navigazione  (Dipartimento dei trasporti terrestri) detta, tra l'altro,  con le circolari n. B/59/2000/Mot del 20 settembre 2000 e n. 5981/M352 del 2 dicembre 2005,  precise disposizioni per le quali in sede di immatricolazione delle automobili provenienti dagli Stati membri dell'Unione Europea “deve essere comprovato l'assolvimento degli obblighi Iva sull'acquisto intracomunitario mediante l'acquisizione di apposita documentazione cartacea  destinata ad essere trasmessa alle locali Agenzie delle entrate per i controlli di merito”.

Ciò premesso, ci si si chiede come sia  possibile che  127 automobili, ritenute “operazioni inesistenti”  dalla Guardia di Finanza di Rovereto, dall' Agenzia delle entrate di Trento, dalla magistratura giudicante penale  (sentenza che condanna Nucida e e Gerola alla pena della reclusione di due anni, perché colpevoli del reato  di “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”,  integralmente confermata dalla Corte di Appello di Trento il 23 novembre 2011) e tributaria (sentenza della Commissione Tributaria di 1°grado del 20 settembre 2010) non solo siano state immatricolate, ma siano tuttora in circolazione?

Ci si chiede ancora come sia possibile che l'Agenzia delle entrate di Trento, a cui è demandato il controllo delle verifiche fiscali delle automobili importate e soggette al regime dell'Iva intracomunitario, non abbia eccepito alcunché sulla regolarità delle suddette operazioni e si sia mossa solo seguito del p.vc della Guardia di Finanza?

Ci si chiede inoltre  come sia possibile che il Direttore pro-tempore dell'Agenzia delle entrate di Trento abbia dichiarato ai due malcapitati nostri concittadini che il pvc della Guardia di Finanza merita l'archiviazione, mentre alti funzionari della pubblica amministrazione, che evidentemente hanno nome e cognome, dichiarino “stupore e sconcerto” per il caso “Automobile Due”?

Ci si chiede perfino come sia possibile che il pubblico ministero dott. Fontana a sostegno  dell'accusa, nell'udienza del 23 novembre 2011 davanti alla corte di appello di Trento, abbia, tra l'altro dichiarato,  che “la perfetta tenuta della contabilità da parte degli imputati Nucida e Gerola sottende la volontà di coprire il disegno criminoso per il quale sono stati condannati....”?

Queste domande, meritano precise e pubbliche risposte! Dalla Provincia autonoma che gestisce il servizio della motorizzazione civile e che provvede all'immatricolazione delle autovetture,  dall'agenzia delle entrate che omette le verifiche fiscali di merito circa le prescrizioni di legge per le  importazioni in regime intracomunitario, dalla magistratura inquirente  (la procura della repubblica di Rovereto rinvia a giudizio, mentre quella Trento archivia).

Nucida e Gerola, sono vittime innocenti e  faranno, quando saranno depositate le motivazioni, appello alla Cassazione per l'annullamento della condanna penale, mentre sono in attesa  della celebrazione del  processo di appello davanti al giudice tributario di 2° grado.  Ma non basta,  per  l'odissea infernale, in cui si dibattono  da sei anni (basti pensare alle umiliazioni,  ai sacrifici economici diretti ed indiretti, alle spese legali per la difesa della dignità e onorabilità civili e sociali, all'ipoteca di Equitalia sulle loro abitazioni e infine alle preoccupanti patologie a loro insorte a seguito dell'evento),  meritano solidarietà e conforto pubblici !!!!!!

 

Claudio Taverna è presidente di Progetto Trentino Libero

 

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