Rovercenter e Cooperazione trentina: divorzo all'italiana?

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Rovercenter di Lizzana di RoveretoRovereto, 9 febbraio 2012. - Strana storia, che accompagna il Rovercenter di Lizzana, che dopo essere stato il primo "Centro commerciale delle famiglie" a Rovereto, sembra inseguito da una volontà punitiva nella sua essenza e formula, proprio per colpa delle scelte del sistema cooperativo, che per primo allora, aveva aderito al progetto con innegabili vantaggi. Noto a tutti, il fatto che un centro commerciale, non mono-aziendale, per la sopravvivenza, ha la necessità della presenza di un supermercato alimentare, pena l'eutanasia per insostenibilità del business globale. Chiaro che la Cooperazione, all'apertura del Centro, per anni, fu linfa vitale per la sopravvivenza della struttura e che, probabilmente, con l'apertura del Millenium a poca distanza, sia credibile e comprensibile, il cambio di rotta e di scelte.Per qualche anno, lo spazio commerciale è rimasto chiuso, conesterno la promessa scritta, di una presta riapertura. Addirittura l'assessore provinciale di merito, a fronte dell'ennesima interrogazione, ci informò che il sistema della cooperazione trentina, aveva un progetto di alta tecnologia distributiva da testare e che quegli spazi, sarebbero stati l'ideale per la realizzazione.Poi, tramontata l'ipotesi tecnologica, a fronte di spese condominiali altissime e dell'insistenza dei commercianti presenti al Rovercenter, la valutazione dell'ipotesi di affitto o di vendita dell'area stessa, ma a tutt'oggi, la beffa, sembra assoluta padrona e frutto forse, di un approccio arrogante alle problematiche di un centro commerciale abbandonato da amministratori comunali, provinciali e cooperazione."Arrangiatevi", sembrano dire ai dipendenti in bilico e per ipotetica necessità di mantenere in essere la licenza commerciale, ecco che dalla Cooperazione trentina, improvvisamente, sceglie di riaprire, scaricando nel locale, qualche paletta di birra, acqua minerale ma solo piccola, carta igienica e fazzolettini, tutto esposto con qualche pelato, su pallet da ipermercato algerino. Presenza di una sola piccola cassa, indice di quanto ci si aspetti!Dell'alta tecnologia, nulla!Delle promesse niente!Della valenza di un negozio, la presa in giro bella e buona a tutte le richieste dei commercianti che in condominio, rischiano di chiudere tutti, almeno per protesta.Ma,se confermata,com'è pensabile un'azione di disturbo tanto pianificata, quanto nel caso, offensiva per le intelligenze dei commercianti presenti, che da qualche anno, cercano il dialogo con chi ha il potere di decidere e di scegliere sul territorio e che, a differenza della distribuzione alimentare della cooperazione, non può permettersi di giocarsi nemmeno un giorno buco, mentre, senza battere ciglia, da Trento ci si permette di giocare con la loro sopravvivenza!Nella libertà delle scelte, un poco di serietà e di rispetto, non guasterebbe, soprattutto se si pensa, che in questo momento, sarebbero a rischio molti posti di lavoro nella gestione del Rovercenter e che l'etica cooperativa, dovrebbe verificare insieme alla produttività commerciale, per ora vinta sicuramente dal Milleniuim, anche la capacità sociale di servizio che potrebbe dare risposte concrete a un sistema che serve a tutta Rovereto sud e zona del basso Trentino insieme alla tutela dei posti di lavoro per decine di famiglie.

Claudio Civettini è consigliere provinciale della Lega Nord

 

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