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Crisi Covid-19: FdI incalza il sindaco Valduga

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Rovereto, 23 aprile 2020. – di Giuseppe Di Spirito*

Quanto attualmente si verifica in ordine all'epidemia di corona-virus consente di formulare anzitutto una critica non confutabile circa l'assoluta carenza di un governo nazionale in grado di garantire un minimo di univocità per affrontare una situazione che è rapidamente evoluta in tutta la sua drammaticità.

Gli unici interventi attuati dalle Istituzioni hanno avuto prevalentemente carattere locale sia a livello regionale che comunale e sono prevalentemente frutto di intuizioni e capacità personali. Oggi di fronte ad un tracollo economico che si sta profilando in tutta la sua gravità, la ripresa del lavoro e della vita della popolazione deve essere affrontata a prescindere dal sovraccarico di leggi e regolamenti su cui opera una burocrazia spesso più dannosa dello stesso virus.

La Provincia di Trento chiedendo il blocco dei finanziamenti a favore del Bilancio statale si è mossa sull' unico indirizzo oggi possibile, quello di fornire ad aziende ed a famiglie denaro liquido anche ricorrendo ad un indebitamento al cui risanamento si provvederà quando l'evolvere degli accadimenti lo renderà possibile. Anche in relazione alle disastrate condizioni economiche precedenti l'avvio dell'epidemia. La situazione a Rovereto e in Vallagarina è particolarmente grave e la stampa locale riferisce crudamente che un terzo delle domande di buono spesa di tutta la Provincia provengono da Rovereto e dalla Vallagarina, ma il sindaco Valduga e la sua Giunta non sembrano accorgersene limitandosi a promesse di tipo elettoralistico come ad esempio la ristrutturazione di piazza Erbe che, se il tracollo economico avverrà, potrà essere soltanto equiparata ad un bel monumento funerario.

A questo punto ritengo opportuno citare due interventi recentemente apparsi sula stampa locale, l'uno a firma del titolare del bar Lume di Rovereto, l'altro del presidente del Presidente dell'Unione e Commercio di Rovereto e Vallagarina i quali denunciano la pratica impossibilità di riavviare l'attività delle piccole aziende famigliari cioè bar, ristoranti, botteghe artigiane, parrucchieri ed estetiste, palestre e studi professionali che hanno dovuto registrare una totale perdita di fatturato in seguito alle misure di sicurezza in atto.

Una rete di attività fondamentali per la vita della città di Rovereto e per l'intera Vallagarina che non potranno sopravvivere senza provvedimenti straordinari da parte delle Istituzioni che prevedano oltre il blocco totale di ogni genere di bollette, tariffe ed imposte, un intervento diretto di solidarietà finanziaria. Nessuna attendibilità può essere riservata alle proposte del Governo Nazionale in ritardo perfino nel garantire la cassa di integrazione. Nella mia qualità di presidente del Circolo di Fratelli d'Italia di Rovereto , interpretando la volontà e le richieste della nostra Comunità e le tante sollecitazioni ricevute da numerosi concittadini invito il Sindaco Valduga e la sua Giunta ad approvare subito una variazione di Bilancio idonea a mettere a disposizione le risorse finanziarie necessarie alla sopravvivenza stessa delle categorie più colpite dalla crisi.

Gli interventi finanziari così realizzati non devono certamente essere considerati come assistenziali ma come investimenti indispensabili per mantenere in vita una rete di attività e di persone senza le quali non sarà possibile alcun rilancio della città e della valle. Un rilancio che sarà possibile soltanto se la rete di attività e gli operatori oggi più colpiti dal turbine del corona –virus saranno opportunamente finanziati, perchè questa rete deve essere considerata come indispensabile per un futuro polo turistico con solide radici in un glorioso patrimonio storico culturale e naturalistico ed in una vocazione mai smentita di sperimentazioni innovative nell' economia e nel lavoro.

Anche a nome della Circoscrizione Centro di Rovereto che si è già espressa in merito, invito tutte le circoscrizioni della città a far pressione sul Sindaco Valduga perchè anche trascurando leggi e regolamenti imposti da una burocrazia oggi insopportabile, provveda ad una immediata convocazione del Consiglio Comunale con all'ordine del giorno iniziative altrettanto urgenti per mettere a disposizione delle categorie ampiamente citate risorse finanziarie immediatamente spendibili e non soltanto prestiti di incerta natura o promesse accattivanti. Siamo convinti che molti Roveretani sarebbero disponibili ad affiancare una richiesta di fondi da parte del Comune con tali finalità.

In una intervista pubblicata oggi sul Corriere del Trentino Valduga insiste nell'ovvietà elettoralistica di progetti a lunga scadenza indubbiamente utili in futuro, ma che non da risposte pratiche ai disperati appelli di quanti dichiarano le loro presenti difficoltà e l'impossibilità di poter riprendere le loro attività senza solidi interventi di sostegno da parte delle Istituzioni.

Sappiamo benissimo che il Comune può contare solo su una finanza derivata, ma invitiamo allora, proprio per la riconosciuta eccezionalità della situazione, a ricorrere anche ad un indebitamento bancario per reperire le risorse necessarie ignorando anche eventuali rischi di personale coinvolgimento, peraltro inevitabilmente connessi, quanto meno in fase previsionale, con le responsabilità e gli onori di chi ha accettato e continua a sollecitare il prestigioso titolo di Sindaco di una città importante come Rovereto. rischi peraltro inevitabilmente connessi con l'accettazione di cariche che non possono essere solo fonte di notorietà e di prestigio.

(nella foto Giuseppe Di Spirito)

*Presidente del circolo di Rovereto Fratelli

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