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Nuovi grandi insediamenti commerciali soffocano Rovereto

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Rovereto, 9 marzo 2021. Redazione*

Il presidente di Sav Scorte Agrarie Adriano Orsi e l'amministratore delegato Roberto Zampieri spiegano molto bene e con evidente prepotenza i forti interessi economici di Dao-Conad (L'Adige 4 marzo 2021) dai quali parte l'obiettivo di realizzazione di un nuovo ed imponente centro commerciale a Sant'Ilario e con indicibile spudoratezza parlano di progetto di "riqualificazione" dell'area di 10mila metri quadrati, ma quale riqualificazione di grazia?

Al tempo stesso si ha notizia dell'arrivo di un ristorante della catena Burger King e di un ristorante di sushi in Via del Garda. Di fronte a queste prospettive decisamente soffocanti per il commercio e per i pubblici esercizi roveretani, abbiamo già espresso e rinnoviamo un chiarissimo e vibrante no, pronti alla battaglia. Non ci interessano i progetti e gli utili che le grandi catene si propongono di realizzare, ma guardiamo invece all'impatto ambientale insostenibile che soffocherebbe Rovereto sia nella zona nord che nella zona sud della città e riteniamo necessario quanto doveroso intervenire con ogni azione politica possibile per fermare la prepotenza dei colossi commerciali e della ristorazione al fine di tutelare l'economia cittadina e, insieme, l'identità di Rovereto.

Al sindaco e all'assessore Miniucchi ricordiamo con forza che la città non è di loro proprietà e che amministrare non è sinonimo di disporre discrezionalmente del territorio cittadino assecondando progetti inaccettabili, mentre è loro dovere e obbligo assolvere alle funzioni istituzionali nell'esclusivo interesse dei cittadini roveretani, della vivibilità dei luoghi e dell'economia fondata sulla piccola e media impresa che da sempre caratterizza Rovereto. Inoltre, al sindaco e all'assessore Miniucchi che con sorprendente leggerezza vorrebbero giustificare la nascita del nuovo centro commerciale a Sant'Ilario rappresentiamo, nel caso non l'avessero notato, che il quartiere del Brione ad altissima densità abitativa e privo di spazi verdi non può sopportare nuovi volumi edilizi e nemmeno nuovi afflussi di traffico già eccessivamente critici e penalizzati da quella rotatoria sbagliata che ogni giorno origina code di autoveicoli fino al limitrofo comune di Volano con conseguente e pesante inquinamento ambientale. Il quartiere del Brione, che già sconta la crescita edilizia disomogenea anche con edifici abitativi di grandi dimensioni, non può senz'altro sopportare nuovi volumi edilizi e la stessa constatazione vale per la zona sud della città dove la vivibilità urbana è ostacolata dall'insediamento dei centri commerciali autorizzati dalle amministrazioni comunali degli ultimi dieci anni e dove gli enormi blocchi di cemento che ospitano i centri commerciali soffocano le abitazioni.

Questa realtà di inconfutabile evidenza rende fra il resto inutile ogni proposta di "rigenerazione urbana", perché le imprese commerciali e i pubblici esercizi che già da un anno soffrono i lockdown pur con ogni sforzo non possono oggettivamente reggere la concorrenza delle grandi catene. Al Pd che improvvisamente alza la voce in controtendenza con criteri amministrativi adottati al governo della città nel recente passato e che sollecita il dibattito pubblico rispondiamo: questo ha sempre contrassegnato la nostra azione politica quindi ben venga, però ricordando al Pd che in Giunta comunale riveste importanti incarichi e che proprio in quella sede può disporre di ogni strumento incisivo per opporre resistenza e stoppare le colate di cemento originate dagli insediamenti delle grandi catene e al tempo stesso i disegni di profitto economico in grado di affondare il comparto commerciale e i pubblici esercizi roveretani.

* Per Fratelli d'Italia - Circolo di Rovereto Carla Tomasoni e Stefano Manica

(nella foto Carla Tomasoni e Stefano Manica)

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