Civettini: Via Tartarotti, scenaggiata napoletana (a cura del..... PATT)

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Claudio Civettini1Rovereto, 23 dicembre 2013. - di Claudio Civettini *

Mai titolo più azzeccato per l'atteggiamento del PATT roveretano, quando, in merito alla scandalosa situazione della gestione della neo costituita ZTL di Via Tartarotti, affermerebbe che "non è cosa nostra", lasciando spazio all'interpretazione ironica di gestioni fuori regione. Ma detto questo, con molto rispetto, va anche affermato che la stessa forza politica ama ripetersi in discrasie istituzionali di questo tipo, pur essendo in maggioranza sia a Roma, sia in Trentino.

Per elencare, a Roma, infatti, riescono a far passare provvedimenti che intaccano le prerogative della nostra Autonomia, con voto favorevole del sen. Panizza, che solidarizza con il voto del collega Fravezzi, mentre in Consiglio provinciale, le stesse forze, propongono (e ottengono insieme al voto delle minoranze veramente autonomiste!) ripetuti e costosissimi ricorsi alla Corte Costituzionale, per impugnare gli stessi provvedimenti romanamente votati.

A Rovereto, mutatis mutandis, la Giunta comunale delibera le scelte strategiche, come quella della penalizzazione di Via Tartarotti, nonostante le promesse della temporaneità della stessa e, dopo sceneggiate un po' napoletane (con rispetto per il popolo napoletano e senza offesa!) dove minacciano le dimissioni dell'assessore, fanno finta di dimenticarsi il principio che le delibere di Giunta, seppur votate a maggioranza, siano espresse con il principio della collegialità e condivisione.

Così facendo, pensando di interpretare il ruolo della "minoranza della maggioranza", accusano il loro sindaco di aver adottato il provvedimento in questione, senza atti consequenziali seri che avrebbero dovuto portare all'abbandono del PATT dalla sinistra maggioranza roveretana, prendendo cinicamente lo spunto per rivendicare lo scranno del sindaco per il 2015.

Una politica contorta e forse un po' perversa, che, giocando sulla economia delle aziende roveretane, nell'apparente consapevolezza di appoggiare un provvedimento "commercianticida" per il centro di Rovereto, lo trasformano in battaglia interna per la caccia alla poltrona di sindaco del 2015.

Una situazione che definire penosa, rappresenta un eufemismo per che diversamente, dovrebbe essere chiamata con il vero nome e cioè con il tentativo politico di ingannare l'elettorato, con rappresentazioni e recite politiche indegne e completamente avulse con le reali esigenze di un territorio in piena sofferenza, dove il ripetersi di episodi di cannibalismo interno all'attuale maggioranza, portano a scelte politicamente inaccettabili, ideologiche e per nulle legate a soluzioni logiche e compatibili.

Certo, che tale atteggiamento non è slegato dalle scelte urbanistiche in cantiere, dove, con i teatrali distinguo, in ogni caso condividendo la sostanza e il percorso, l'armata di giunta, ha l'obiettivo di spostare il baricentro commerciale nel voluto centro commerciale annunciato da Miorandi, compagni e autonomisti, nell'area ex stazione.

Scelta questa, che probabilmente dovrà essere supportata da una presenza commerciale roveretana agonizzante, per non aver contrarietà e per giustificare lo stesso intervento, probabilmente gestito, dai progetti, fino alla realizzazione e gestione, dai soliti noti, amici degli amici e non certo amici del centro storico di Rovereto che ha osato, nonostante le commedie autonomiste, ad alzare la testa con "Vetrine spente in centro".

 

* consigliere provinciale

Civettini: Via Tartarotti, scenaggiata napoletana (a cura del..... PATT)