L'attesa infinita continua

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passaggio a livello per l'acccesso agli impianti sportivi della BaldrescaRovereto, 7 giugno 2014. - di Claudio Riccadonna

Soste logoranti ed interminabili al passaggio a livello, sotto la canicola estiva, a due passi da via Roggia e dagli impianti sportivi della Baldresca, i cui campi da tennis attendevano il sopraggiungere di qualche vigoroso gladiatore "racchetta-munito" ; la tentazione proibita e corriva di ragazzini appiedati, allegramente incoscienti, di incunearsi sotto le sbarre e, dopo una rapida lumata, di varcare con irresponsabile spavalderia la strada ferrata; poi via spediti alla volta dell'ambito centrale, tanto agognato per i suoi "richiami professionistici" , e assaporare, almeno per una volta, l'emozione di una risicata vittoria.

E' il ricordo di 25-30 anni fa, quando il suono della campanella della Baldresca indicante la fine dell'ora e l'inizio della successiva spingeva a qualsiasi escamotage, pur di consegnarsi puntuali al mitico agone sportivo con il compagno- avversario di sempre. Già si discuteva della necessità, allora come oggi, della realizzazione di un sottopasso che ovviasse a quei biblici tempi d'attesa alla barriera ferroviaria e che ponesse peraltro fine a quell' isolamento forzato, obtorto collo, dei residenti dell'area interessata.

Attualmente, non è cambiato nulla; il centro sportivo, impreziositosi di due costosi ma "soffocanti" campi da tennis indoor super riscaldati, nonché ravvivato dalla presenza contigua di un centro riservato alle gare di tiro con l'arco si presenta come un'invidiabile struttura sportiva, tuttavia viziata da una condizione di "persistente solitudine". Infatti, dopo la chiusura del passaggio a livello nel 2009, risulta altrettanto non agevolmente raggiungibile, se non attraverso un impervio tragitto. Anche i residenti in loco sono obbligati a prolungate e dispersive percorrenze per arrivare in luoghi prima accessibili, treno permettendo, in tempi più ragionevoli. Effettivamente, si è costretti a "trascinarsi" in uno snervante giro panoramico tra le campagne periferiche della città, per poi infilare l'angusta stradina del Navicello. Ma oggi come allora si deve pazientare, con esercitato autocontrollo, di fronte ai semafori mobili posizionati ad inizio e a chiusura della strettoia, che impongono, opportunamente, accorti e rallentati movimenti alternati e la perdita di diversi minuti.

E' davvero una storia infinita, decennalmente sfibrante! Tuttavia, probabilmente, siamo arrivati ad un punto di svolta; "il busillis è in fase di superamento", dato che ormai, da molto tempo, è in fase di realizzazione quel collegamento nord/sud che non interesserà soltanto la città ma anche gli abituali frequentatori della Baldresca provenienti da tutta la Vallagarina.

Tuttavia, stanno per concludersi i lavori?

L'attesa infinita continua