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L”orribile storia” di Automobile Due

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Automobile  DueRovereto, 14 maggio 2015. – di Claudio Taverna

Verifiche fiscali, accertamenti discutibili.... frutto di una legislazione tributaria farraginosa, lacunosa e contraddittoria sono l'origine dell' " orribile storia" di Automobile Due, l'azienda roveretana che commerciava automobili, e dei due titolari Stefano Nucida e Rolando Gerola, economicamente e civilmente " sepolti" da un astronomico debito tributario di 8 milioni di euro. Il caso è stato riproposto da "La Gabbia" (video 1), la popolare trasmissione de "LA7 TV", condotta da Gianluigi Paragone.

Sullo sfondo......, verifiche tributarie, processi verbali di constatazione, accertamenti fiscali, pratiche presso la Motorizzazione provinciale ( immatricolazioni di automobili) , in un intreccio istituzionale tra Guardia di Finanza, Provincia autonoma di Trento (Motorizzazione provinciale) , Agenzia delle entrate, procure della repubblica (Trento e Rovereto), Equitalia ecc.

Nel 2006, l'Automobile Due veniva "verificata" dalla Guardia di Finanza. Altre aziende trentine che commerciavano automobili subivano, più o meno nello stesso periodo, uguale sorte. Per tutte queste, tre operanti a Trento e una, l'Automobile Due, a Rovereto, la Guardia di Finanza contestava la c.d. "frode carosello".

Che cos'è la frode carosello". E' un meccanismo fraudolento dell'Iva attuato mediante vari passaggi di beni in genere provenienti ufficialmente da un Paese dell'Unione europea, al termine del quale l'impresa italiana acquirente detrae l'Iva nonostante che il venditore compiacente non l'abbia versata.

In realtà, le quattro aziende acquistavano da fornitori nazionali (ndr operanti fuori provincia) le automobili, provenienti da Paesi dell'UE, che rivendevano ai loro clienti. Pagavano l'Iva al fornitore nazionale e incassavano l'Iva dal cliente. L'operazione si concludeva con l'immatricolazione dell'autovettura presso la Motorizzazione provinciale che vi provvedeva dopo aver esperito, come dispone la legge, il controllo formale degli obblighi tributari.

L'osservanza degli obblighi tributari, quindi, era la "conditio sine qua non" per l'immatricolazione.

Controlli incrociati della Guardia di Finanza accertavano che alcuni fornitori nazionali erano aziende "cartiere" che incassavano l'Iva dalle vendite ma non la versavano all'Erario.

Conclusione: per le quattro aziende trentine, le verifiche davano luogo a pvc (ndr processo verbale di constatazione) che si fondavano sul teorema che le aziende trentine non potevano non sapere che quelle operazioni erano truffaldine e che quei fornitori erano in realtà aziende" cartiere", cioè fittizie, create apposta, per non versare l'Iva che incassavano.

I pvc venivano inviati alle Procure della Repubblica di Trento e di Rovereto e all'Agenzia delle entrate.

Mentre la Procura di Trento disponeva l' archiviazione, quella di Rovereto procedeva. Da qui la condanna, motivata dal verbale della GdF, confermata successivamente in appello e dalla cassazione per Nucida e Gerola. E questa è una prima " stranezza".

L'Agenzia delle entrate di Trento, invece, contestava a tutte quattro l'evasione dell'Iva, e, considerando quelle operazioni "inesistenti", recuperava a tassazione il maggior reddito, determinato dall'annullamento dei costi di acquisto delle automobili, perché "operazioni inesistenti", ma che tuttavia erano invece regolarmente immatricolate e circolanti.
Agli avvisi di accertamento, gli imprenditori opponevano ricorso alla magistratura tributaria.

Al tempo stesso, chiedevano l'intervento del Garante del contribuente, che, per uno di questi, così si pronunciava con la nota inviata all'Agenzia delle entrate di Trento, di cui pubblichiamo la parte dispositiva " Tanto premesso e considerato che le argomentazioni formulate da questo Ufficio (ndr Garante del contribuente sugli avvisi di accertamento evidenziati in oggetto, si invita codesta Agenzia ad adottare provvedimenti ispirati a principi di equità e correttezza impositiva, ivi compreso l'esercizio del potere in autotutela, ai sensi della Legge 2012 del 2000."

Invece, nel caso di Automobile Due di Nucida e Gerola, il Garante del contribuente non ha mai fornito risposta alle lettere del 15 febbraio 2012 e del 10 marzo 2014, inviate dall'Associazione " Lo Scudo" a difesa dei Cittadini, in nome e per loro conto. Seconda " stranezza".

Sta di fatto, poi, che quell'imprenditore ha avuto formale soddisfazione dal giudice tributario anche se non ci risulta che l'Erario gli abbia ancora restituito quando da lui versato, mentre il contenzioso non si è ancora concluso per Automobile Due, cioè per Nucida e Gerola.

Nell'ipotesi auspicabile che il processo tributario si concluda positivamente si verrebbe a determinare l'annullamento dell'accertamento ( e del pvc della GdF), mentre la condanna penale non avrebbe più senso e si aprirebbero le porte per la revisione di quel processo.

Si giungerebbe, inoltre, al medesimo risultato anche per altra strada. La Corte Costituzionale, infatti, con la sentenza n. 37 del 25 febbraio scorso, ha dichiarato illegittime le nomine di circa 800 dirigenti dell'Agenzia delle entrate, e tra questi quello che ha firmato l'accertamento nei confronti di Automobile Due, che poi ha dato origine alle cartelle esattoriali di 8 milioni di euro e alla condanna penale di Nucida e Gerola.

Ma ancora, c'è una terza via: quella politico-istituzionale. In passato gli imprenditori coinvolti in questa vicenda si sono incontrati con l'allora presidente Dellai che aveva promesso il suo interessamento, ribadito anche da Ugo Rossi, a quel tempo suo assessore, poi un'audizione con i capigruppo provinciali (video 2) , una mozione approvata all'unanimità dal consiglio provinciale, e infine una interrogazione dell'on. Ottobre. Molta solidarietà, tante belle parole di circostanza, ma purtroppo nessun risultato concreto.

Oggi però la situazione è cambiata anche a livello politico-istituzionale. Recentissimamente, la Provincia autonoma (Ugo Rossi) e l'Agenzia delle entrate (Vincenzo Giunta) hanno sottoscritto una convenzione in materia di tributi che prevede tra l'altro l'istituzione di una commissione paritetica (quattro membri, due nominati dalla Provincia e due nominati dall'Agenzia delle entrate) per l'indirizzo operativo e per la gestione del contenzioso. Quindi la Provincia oggi dispone di strumenti che sono molto di più incisivi delle belle parole di circostanza.

L'occasione, inoltre, servirà per verificare se queste convenzioni e questi protocolli che si firmano con tanto entusiasmo e si propongono all'opinione pubblica, spesso con toni fin troppo trionfalistici, producono risultati o sono solo chiacchiere.

Ma quello che più conta sono gli aspetti umani, alle volte tragici, provocati da queste inquietanti vicende. Quando, l'ingiustizia colpisce le persone, le famiglie e le aziende con danni anche irreparabili non si può far finta di niente. Per questo il nostro impegno non segnerà mai il passo.

(1) Video "La Gabbia"

(2) Video TG3 Regionale

L”orribile storia” di Automobile Due

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