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30 luglio 1970

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Trento, 30 luglio 2020. – di Claudio Taverna

Una data che non dimentichiamo. E' passato mezzo secolo da quella tristissima giornata, incredibilmente vissuta dalla "civilissima" Trento: un sequestro di persona, poi la gogna per sette lunghissime, interminabili ore per le vie della città, nella totale latitanza delle autorità.

Due vittime, un centinaio di carnefici.

Le vittime. Il consigliere regionale del MSI Andrea Mitolo e il sindacalista della CISNAL Gastone Del Piccolo.

In quel giorno era stata indetta alla Ignis, la fabbrica di Spini di Gardolo, un'assemblea della CISNAL, dopo vari tentativi andati a vuoto nelle settimane precedenti.

Prima il rifiuto, revocato da sentenza del giudice del lavoro, della direzione della fabbrica di paron Borghi di autorizzare l'assemblea sindacale, malgrado il diritto della CISNAL, sancito dal ccnl e dallo Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300). Poi, il picchetto ai cancelli dello stabilimento della Triplice sindacale (Cgil-Cisl-Uil), spalleggiata da Lotta Continua, che impedì l'ingresso in fabbrica dei rappresentanti del sindacato di destra.

Anche in quel giorno, stesso copione. L' assemblea non poté svolgersi per la violenza dalla triplice sindacale e di Lotta Continua, tristemente protagonista delle pagine violente degli "anni di piombo".

Lo scontro, dunque, fu inevitabile. Ci furono tafferugli con contusi e feriti. Il consigliere regionale del MSI Andrea Mitolo, a Trento per i lavori del consiglio regionale, avvertito dal sindacalista Del Piccolo, si recò alla Ignis, dove riconosciuto, fu sequestrato. Il sindacalista Del Piccolo subì la stessa sorte.

Mitolo (con l'omero fratturato per le percosse) e Del Piccolo "prigionieri del popolo" fatti sfilare per sette ore, come nelle "radiose" giornate dell'aprile-maggio 1945, da Spini di Gardolo fino a Trento, e poi nelle sue strade, in testa al corteo di "democratici", scortato dai vigili urbani in motocicletta.

Nel contesto dell'epoca (in certe circostanze è così anche oggi), era vietata, all'insegna dell'antifascismo, l'attività sindacale di chi non fosse schierato con il "sindacato rosso". Alla stessa stregua, era lecito "democraticamente" vietare addirittura la propaganda elettorale: da ricordare, sempre a Trento, l'impedito comizio, con l'avvallo della giunta comunale di centrosinistra, di Giorgio Almirante, segretario del MSI, in piazza Cesare Battisti, in occasione delle elezioni amministrative del 1974.

Lo Stato reagì (come spesso succede) solo il giorno dopo. Il ministro dell'interno, il democristiano Franco Restivo, sotto le pressioni dell'opinione pubblica e del MSI, rimosse Commissario del Governo, Questore e Comandante dei Carabinieri.

A Mitolo e a Del Piccolo, come sempre, allora come oggi, il nostro affettuoso ricordo

30 luglio 1970

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