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Monte Bondone: i classici ci aiutano a distinguere propaganda e realtà

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Trento, 31 luglio 2020. - di Filippo Degasperi*

Leggo senza stupore il comunicato del candidato sindaco del Centrosinistra dedicato al Monte Bondone, una montagna che la coalizione che lui incarna insieme agli amministratori che lo sostengono hanno abbandonato e purtroppo utilizzato per distribuire un'inutile pioggia di milioni prelevati dalle tasche dei cittadini per finire in altrettanto inutili cattedrali.

Un classico da oltre 400 anni ci ammonisce (inutilmente): "What's past is prologue". La miriade di edifici pubblici fatiscenti che costella l'Alpe di Trento è la miglior riprova della credibilità dei proclami da campagna elettorale: ex Panorama, case cantoniere, palazzine ex GIL, colonia Degasperi, auditorium, caserme, serre ... si succedono in un'incredibile sequenza di orrori (foto allegate).

Realizzare la funivia? Certo, noi lo dicevamo giá nel 2001 mentre i suoi sodali la dileggiavano coprendo di soldi e cemento la nostra montagna. In 12 (dodici) anni la compagnia del Centrosinistra, annebbiata dalla monocoltura dello sci da discesa a braccetto con un'APT la cui trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche è un ulteriore esempio di "buona amministrazione", non è nemmeno riuscita ad individuare 1 (uno) percorso per gli scialpinisti, tutta impegnata a sanare le irregolarità della discarica di Sardagna e pensare a nuovi bacini con cui deturpare la piana delle Viote.

Per non parlare del camping di Mezavia, chiuso senza offrire nulla di meglio che una spianata di asfalto sempre alle Viote. Sarebbe il caso che, come noi, i trentini si facessero un giro in Bondone prima di votare. Potrebbero toccare con mano gli effetti delle politiche di "sviluppo" che ci propone il Centrosinistra.

Noi, anziché alle chiacchiere, puntiamo al recupero immediato degli edifici pubblici per destinarli a finalità sociali, culturali (esiste anche un auditorium, ormai dimenticato), sportive e ricreative e ripopolare così la montagna. Individueremo finalmente i percorsi per lo scialpinismo e per le biciclette per una montagna di tutti e non solo degli impiantisti. Ripristineremo i servizi per i residenti incentivando la ristrutturazione e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. Realizzeremo aree sosta capaci di attirare un turismo di qualità come quello itinerante rimediando all'orribile spianata di asfalto che deturpa le Viote. Punteremo promozione del gruppo del Bondone come un unicum, d'intesa con tutti i territori coinvolti, da Trento al Garda, per sfruttare al massimo sinergie e opportunità.

E una volta restituite a trentini e ospiti le motivazioni per andare in Bondone, la funivia.

Sperando che nel frattempo i trentini si scordino di Shakespeare.

* consigliere provinciale-regionale

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