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Trento, città sicura? L'intervista a Manfred de Eccher

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Manfred de EccherTrento, 19 febbraio 2012. - Trento è una città sicura? Il capoluogo trentino compare spesso ai vertici delle graduatorie per la qualità della vita. Per vivere qualitativamente bene, tra le priorità ci sono  la sicurezza e la salute pubbliche. Oggi affronteremo la questione della sicurezza dei cittadini e della loro percezione di vivere in sicurezza. Per questo abbiamo rivolto tre domande al consigliere comunale Manfred de Eccher,  che ringraziamo per la disponibilità,   particolamente distintosi per le sue proposte.

Trento è un'isola felice per la sicurezza pubblica? Come si giustifica allora l'aumento della percezione di insicurezza?

Trento non è un' isola felice. La città presenta problematiche di sicurezza urbana e degrado evidenti proporzionate alle limitate dimensioni demografiche e riferite a specifiche zone, quali il centro storico e Trento nord. Se il confronto lo si fa con città di pari dimensioni e con le nostre caratteristiche orografiche è evidente che non possiamo parlare di isola felice.

La percezione di insicurezza non è legata esclusivamente al numero di reati; una serie di fenomeni di degrado urbano, anche se non reati da codice penale, limitano la vivibilità della città. Mi riferisco, ad esempio, agli accampamenti abusivi, all'accattonaggio, alla presenza di ubriachi nei parchi pubblici. Fenomeni, questi, in costante crescita che nel lungo periodo creano l'humus per il proliferare di episodi di criminalità, non solo micro.

Cosa dovrebbe fare l' amministrazione comunale?

La valorizzazione della polizia locale è un elemento imprescindibile, ma prima ancora dovrebbe adottare un assetto amministrativo in grado di garantire la giusta attenzione alla sicurezza urbana. Tre sono le proposte che in questo senso ho portato all'attenzione del consiglio comunale: la prima riguarda l'attribuzione delle deleghe alla sicurezza urbana e polizia locale all' assessore competente in materia, la seconda l'istituzione di una commissione consiliare che si occupi di sicurezza urbana e la terza l'utilizzo dello sportello URP del Comune anche come punto di raccolta delle segnalazioni dei cittadini. Sono misure a costo zero. Ora, non c' é alcuna commissione consiliare che possa approfondire le problematiche in materia di sicurezza urbana, i cittadini non hanno un punto di riferimento certo a cui inviare le segnalazioni e il sindaco, anche per le numerose competenze, si occupa di queste problematiche solo quando diventano emergenze o se vengono evidenziate dalla stampa. Servirebbe allora un assessore che si occupi specificamente dei problemi legati alla sicurezza, che proponga tempestivamente al sindaco l'ordinanza più adatta, ad es. il divieto di accattonaggio o il consumo di bevande alcoliche nei parchi trasformati in veri bivacchi, disponendo, nel caso, del servizio di vigilanza della polizia locale, oppure il potenziamento dell'illuminazione pubblica in determinare zone ecc., mentre l'approfondimento in commissione delle tematiche più complesse permetterebbe la conoscenza dei problemi, una maggiore e più pronta sensibilità per le soluzioni da adottare e più consapevolezza e partecipazione nelle decisioni.

Che vuol dire valorizzare la polizia locale?

La polizia locale deve essere concepita prioritariamente nell'ottica di sicurezza urbana, rimuovendo o riducendo dai compiti d'istituto i servizi di viabilità non indispensabili e potenziandone altri. Le mie proposte sono state quelle di creare un' unità cinofila, di potenziare l'ufficio di polizia giudiziaria e di estendere il servizio di infortunistica stradale. La creazione di un' unità cinofila della polizia locale (servizio introdotto da un crescente numero di comuni) consentirebbe un'efficace azione di contrasto allo spaccio di droga sia in termini di repressione che di prevenzione, come importante strumento deterrente. Ad un costo inferiore alla spesa sostenuta per il progetto "Animadante", esclusi i costi del personale che sono comunque alle dipendenze del comune, si potrebbe avere un servizio giornaliero di un'unita cinofila che potrebbe operare su tutto il territorio comunale, in collaborazione con le pattuglie addette al controllo stradale. L'ufficio di PG, che attualmente conta 5 unità su un totale di circa 170, si occupa di fenomeni legati alla microcriminalità e al nomadismo. Questo servizio, di particolare importanza, nella lotta alle criticità denunciate, non può, per le poche energie a disposizione, operare nell'ambito della prevenzione dei reati, ma si limita alle attività delegate dall'autorità giudiziaria. Inoltre, strategico è il potenziamento del servizio di infortunistica stradale con l'obiettivo del rilievo totale dei sinistri sul territorio comunale, con la conseguenza importantissima di liberare da questi compiti carabinieri e polizia, che potrebbero, invece, meglio dedicarsi ad altre attività di polizia. In conclusione, molto si potrebbe fare, ma il confronto con l'amministrazione è difficile perché questa considera ancora il "vigile" utile prioritariamente all'attività sanzionatoria, per far cassa, quindi e non per la sicurezza dei cittadini. Infatti, questa amministrazione, nell'ambito dei tagli al bilancio, non ha esitato a comprimere gli investimenti alla polizia locale, riducendone l'organico, anziché eliminare sprechi e consulenze.

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