L’accesso agli asili nido comunali è diventato una corsa ad ostacoli?

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Trento, 8 luglio 2021. – di Silvia Zanetti

Nelle prossime sedute del consiglio comunale verrà trattata l'interrogazione della sottoscritta consigliera avente ad oggetto la già nota situazione degli accessi agli asili nido di Trento per l'anno 2021/2022.

Avere accesso ai nidi comunali a Trento quest'anno sembra essere una continua corsa ad ostacoli.

Il criterio dei punteggi della graduatoria, in un'epoca eccezionale di pandemia mondiale, risulta obsoleta e poco attinente alle necessità delle famiglie.
Infatti, i pochi posti messi a disposizione in un primo momento dal Comune di Trento non sono serviti a dare risposte alle famiglie, soprattutto alle donne, già colpite pesantemente dalla situazione emergenziale degli ultimi 18 mesi.
A quanto è dato sapere sarebbero rimasti esclusi molti bambini con entrambi i genitori lavoratori full time.

Quest'anno era ed è doveroso dare priorità al lavoro delle donne.
Era ed è doveroso, sia dal punto di vista morale che sostanziale, dare risposte concrete alle famiglie di lavoratori e lavoratrici che negli ultimi mesi sono stati costretti ad accedere a tutti i congedi possibili per poter seguire i propri figli.

Nonostante le rassicurazioni da parte dell'assessora Bozzarelli e del Sindaco -anche tramite uscite sui social- sul fatto che, grazie ad un accordo con la APSS, sarebbero state accettate praticamente tutte le domande pervenute, tuttavia, ad oggi, questi intenti non sembrano rispecchiare la realtà: molte famiglie si sono viste superare in graduatoria a causa dell'applicazione di criteri affatto adeguati al momento eccezionale.
E, sempre ad oggi, non vi è alcuna certezza per gli esclusi di avere assicurato un posto in una struttura comunale.

L'amministrazione comunale dovrebbe doverosamente dare risposte celeri e adeguate alle esigenze dei nuclei familiari, in particolare quelli con entrambi i genitori lavoratori, permettendo alle famiglie di organizzarsi per il mese di settembre.

Queste modalità operative avranno certamente delle conseguenze: per molte donne lavoratrici, stanche e affrante da questa situazione e messe in secondo piano nell'accesso al servizio, la scelta sarà obbligata, cioè lasciare il lavoro per dedicarsi alla cura dei figli under 3 anni.

*Consigliere Comunale per SI PUO' FARE!

(nella foto Silvia Zanetti)

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