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Trento: 'Operazione Ippocrate', la GdF denuncia 7 medici per truffa ai danni del Servizio Sanitario

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Fabrizio Nieddu (Foto da l'Adigetto)Trento, 6 marzo 2013. - Redazione

Al termine di un'attività investigativa durata oltre 10 mesi, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Trento hanno denunciato 7 medici, di cui 6 convenzionati con il Servizio Sanitario, per aver posto in essere una serie di condotte fraudolente finalizzate tutte a conseguire il pagamento di indennità non spettanti, in quanto legate o a particolari posizioni lavorative o all'esecuzione di prestazioni di particolare impegno professionale, in realtà mai eseguite.

A finire sotto inchiesta da parte della Guardia di Finanza di Trento sono stati un odontoiatra, 3 medici in servizio di guardia medica e 3 medici "di famiglia".

Le indagini nei confronti dell'odontoiatra, in questo caso di iniziativa, hanno accertato che, seppur in rapporto di lavoro dipendente esclusivo con l'Azienda Sanitaria, lo stesso aveva svolto attività libero professionale senza averne richiesto ed ottenuto l'autorizzazione, percependo così indebitamente negli anni 2011 e 2012 alcune indennità legate all'esclusività del rapporto di lavoro.

Gli accertamenti nei confronti degli altri medici hanno invece preso avvio da una segnalazione, effettuata dall'Azienda Sanitaria locale, nei confronti di una guardia medica, sospettata di aver ottenuto il pagamento di alcune "prestazioni aggiuntive di particolare impegno professionale" (P.P.I.P.) non eseguite.

Si tratta di particolari interventi di medicina generale, quali infiltrazioni intra-articolari, fleboclisi, lavaggi e cateterismi, ecc., retribuiti mediamente con una ventina di euro a prestazione e rendicontate attraverso l'invio di elenchi riepilogativi mensili all' Azienda Sanitaria da parte del medico, in autocertificazione.

Accanto al fatto di essere prestazioni mai effettuate, le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria hanno messo in luce sin dall'inizio la singolarità di alcuni casi. Proprio la prima guardia medica oggetto di indagine avrebbe applicato numerosi cateteri vescicali per presunte coliche renali lamentate da suoi pazienti, tra cui anche una minorenne, che hanno invece dichiarato di non aver mai sofferto di problemi renali nel corso della loro vita. In un altro caso, nelle comunicazioni all'Azienda Sanitaria, il medico attestava di essere intervenuto spesso presso il domicilio dei presunti pazienti per l'effettuazione di fleboclisi urgenti mentre i pazienti hanno riferito di aver esclusivamente preso contattati telefonici con il medico per un veloce consulto, peraltro sempre telefonico.

Accertata l'esistenza del particolare sistema di frode, i finanzieri hanno rivolto quindi l'attenzione nei confronti di diversi altri medici in servizio sia di guardia medica sia di base, al fine di verificare tutte le prestazioni segnalate e l'effettiva estensione del fenomeno illecito. Dopo aver sviluppato in collaborazione con l'Azienda Sanitaria gli elenchi dei medici che avevano richiesto i compensi per le particolari prestazioni professionali, le fiamme gialle trentine hanno posto particolare attenzione su alcuni che ricevevano tali compensi in maniera costante, continuativa e consistente. Successivamente, è stata concentrata l'attenzione su quei pazienti i cui nominativi ricorrevano più frequentemente, giungendo all'individuazione di circa 300 soggetti destinatari di prestazioni nel corso degli anni 2011 e 2012.

Sentiti come persone informate sui fatti, i pazienti hanno testimoniato, nella maggior parte dei casi, di non aver mai ricevuto le prestazioni indicate dai medici o di aver ricevuto prestazioni di natura assolutamente diversa, la cui caratteristica è emerso essere quella di non essere previste dall'Accordo Provinciale in materia, pertanto, di non essere remunerabili quali particolari prestazioni professionali. Ben 476 prestazioni su 738 controllate (pari a circa il 63%) non sono state mai eseguite.

I medici indagati, ai quali è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini, oltre all'Autorità Giudiziaria sono stati segnalati in simultanea anche alla Corte dei Conti per la conseguente responsabilità amministrativa per il danno erariale causato all'Azienda Sanitaria. A seguito della segnalazione effettuata dai finanzieri del Nucleo di Trento, è stato già emesso un decreto penale di condanna dal Tribunale di Trento (G.I.P.) nei confronti di un medico di base, mentre per i restanti è stato già richiesto il rinvio a giudizio da parte del Pubblico Ministero procedente.

L'attività si innesta in un contesto di servizi svolti da tempo ed in maniera estesa dal Corpo della Guardia di Finanza a tutela di una legittima e corretta spesa pubblica, a salvaguardia del bilancio dello Stato e della legalità economica.

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