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Licenziamento immediato per Paolo Renna. Lo chiedono oltre mille provinciali

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Paolon Renna (a snx) Marta Dalmaso (al centro) e  Lorenzo Dellai (a sx)Trento, 7 martzo 2013. - Redazione

Scalpore aveva destato la vicenda del dirigente scolastico della Provincia autonoma di Trento, Paolo Renna, già esponente della Margherita, che dopo una "sfavillante" carriera (alcuni maliziosi dicono per "meriti politici"), era assurto ai vertici dell'assessorato all'istruzione (nella foto con l'assessore Marta Dalmaso e il presidente Lorenzo Dellai ad una conferenza stampa).  Come si ricorderà il Renna è stato condannato, a seguito di patteggiamento, dal Tribunale di Trento alla pena di un anno e nove mesi per violenza sessuale e maltrattamenti.

Due donne, Claudia Adami e Paola Ciurletti, hanno lanciato l'appello, che in poche ore, ha raccolto l'adesione di oltre mille dipendenti provinciali, rivolto al presidente della provincia autonoma Alberto Pacher per il suo immediato licenziamento. Della questione si sono occupati anche "Il Fatto Quotidiano" e alcuni consiglieri provinciali che hanno presentato una "question time". Pubblichiamo quanto scrive al riguardo il giornale online del consiglio provinciale.

"S'invoca il licenziamento del dirigente Pat condannato per violenza sessuale

I tre quesiti convergevano sulla stessa, nota vicenda. Civico ha chiesto se "non si ritenga indispensabile adottare la massima sanzione disciplinare" a carico del dirigente Pat condannato per violenza sessuale - avvenuta all'interno degli uffici provinciali, a danno di colleghe a lui subordinate - e per maltrattamenti in famiglia. Dobbiamo ristabilire la dignità dell'ente Provincia - ha invocato il consigliere del Pd - e negare qualsiasi spazio a chi abusa del proprio potere.

Identica la questione posta dalla collega Cogo, secondo cui occorre procedere al licenziamento del dirigente, condannato proprio mentre il Trentino ha aperto nel capoluogo la prima casa-rifugio per le donne vittime della violenza. Cogo ha domandato le ragioni del ritardo nell'assumere provvedimenti sanzionatori severi.

L'altra consigliera del Pd, Sara Ferrari, ha ulteriormente chiesto perché non sia stata ancora data risposta alla richiesta di risarcimento di una delle vittime.

A rispondere è stato l'assessore Mauro Gilmozzi. Non appena venuti a conoscenza dei fatti di rilievo penale, si è provveduto - ha detto l'assessore - ad accompagnare la dipendente nella denuncia alla magistratura. Il dirigente è stato trasferito ad altro incarico nell'ambito delle attività culturali e anche la dipendente vittima è stata assegnata a un ufficio diverso. Con la sentenza di condanna acquisita il 16 gennaio scorso, è stato riattivato con nuove contestazioni il procedimento disciplinare in corso. Il dirigente è stato quindi sospeso dal servizio senza retribuzione, con il solo riconoscimento dell'indennità alimentare. Nessun ritardo o incertezza, dunque, secondo l'assessore Gilmozzi. Il dirigente sarà presto audito e le sanzioni finali saranno proporzionali alla gravità dei fatti, ma con garanzia anche del diritto di difesa.

Civico ha replicato che occorre dare un segnale di assoluto rigore a tutti i dipendenti della Provincia. Più di mille dipendenti hanno sottoscritto la richiesta di licenziamento del dirigente condannato e si attendono severità.

Cogo ha obiettato che l'inerzia c'è stata dal 16 al 22 gennaio 2013, finchè a sbloccare la situazione è intervenuta la presa di posizione pubblica di più di un consigliere provinciale. Critiche anche alla scelta adottata nel 2012 di prevedere un incarico alternativo e apposito per il dirigente, addirittura una promozione in un settore dove non c'era alcun bisogno di personale.

Ferrari ha chiesto massima celerità nel chiudere il caso."

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