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Claudio Taverna non ha diffamato i vertici di Trentino Trasporti. Condannati Baggia e Facchin

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Baggia-FacchinTrento, 17 febbraio 2015. Redazione

Claudio Taverna non ha diffamato i vertici di Trentino Trasporti. A queste conclusioni è giunto il dottor Roberto Beghini, giudice del Tribunale di Trento, al quale si erano rivolti l'avv. Monica Baggia, presidente di Trentino Trasporti, e il dottor ing. Ezio Facchin, vicepresidente della medesima società, che si sentivano diffamati dal nostro Direttore nell'articolo "Trentino Trasporti: idrogeno che passione!", scritto nell'ambito di un'inchiesta che Trentino Libero da tempo sta conducendo sul trasporto pubblico provinciale.

Gli attori chiedevano la condanna di Taverna, per danni di immagine e il risarcimento di 30.000 euro ciascuno. La difesa del nostro Direttore è stata assunta dall'avvocato Nicola Benvenuto che ha brillantemente sostenuto l'infondatezza delle accuse.

Dello stesso avviso, è stato il giudice del Tribunale di Trento che dopo una ampia e articolata disamina dell'esercizio del diritto costituzionale alla libertà di stampa e di critica, pur nell'ambito del rispetto delle persone, in conclusione così si è espresso "la narrazione dei fatti è stata esposta insieme alle opinioni del convenuto (ndr Taverna) nel rispetto dei limiti del diritto di critica, in un giudizio di bilanciamento tra l'interesse individuale alla reputazione e quello alla libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita (art. 21 Cost.), prevale l'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza (non del fatto oggetto di critica, ma) dell'interpretazione del fatto, che, suffragata da una corretta forma espositiva, permette di invocare l'esimente dell'esercizio del diritto di critica. Sicché non si ritiene di accogliere la domanda di cancellazione dell'articolo in questione, né, per le medesime ragioni, la domanda di risarcimento dei danni" , disponendo il rigetto del ricorso, condannando i soccombenti alle spese di giudizio.

Ovviamente esprimiamo, in primo luogo, il nostro compiacimento per l'esito positivo della causa che valuta corretto il comportamento del nostro Direttore. In secondo luogo, la nostra soddisfazione è data dalle argomentazioni molto ben illustrate nell'ordiinanza (che pubblichiamo a pié pagina*) sul pieno esercizio della libertà di stampa e di critica, nell'ambito delle leggi che le disciplinano e della migliore giurisprudenza.

* Ordinanza del dottor Roberto Beghini

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