Ritratto di un Presidente: José Pepe Mujica, Presidente dell'Uruguay

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José Pepe MujicaTrento, 26 gennaio 2016. - Redazione*

La Dirstat ci ha inviato il seguente comunicato che molto volentieri pubblichiamo.

Josè Pepe Mujica, il Presidente più povero del mondo ha attualmente 77 anni e vive nel suo Paese, l'Uruguay, in una modesta casa, donando il 90% del suo stipendio ai poveri. Come oppositore del regime è stato 14 anni in carcere.

Durante il G20 in Brasile ha tenuto un memorabile discorso ed ha ampiamente posto l'accento sullo sviluppo, la povertà e lo sperpero delle opulenti società occidentali.

Il Presidente Mujica si è chiesto, tra l'altro:

"E' possibile parlare di fratellanza e stare tutti assieme in un'economia basata su una competizione così spietata?" Ed ha proseguito: "L'uomo non governa oggi le forze che ha sprigionato, ma sono queste forze che governano l'uomo".

Da ciò ad attuare il concetto di solidarietà, il passo è più lungo di quello che possa sembrare, perché ognuno è condizionato da forze esterne.

Si lavora sempre di più, per consumare sempre di più: se si arresta il consumo si ferma l'economia e spunta il fantasma "ristagno" per tutti.

E' il consumismo che sta affondando il pianeta, con il suo principio "uso e getta" che ci imprigiona in un circolo vizioso.

Il problema è il mercato ed è quindi di carattere politico.

Il Presidente ha proseguito affermando che la politica deve governare il mercato: è questa la chiave di carattere "culturale" che potrebbe risolvere il problema.

Infatti la causa del male del pianeta, va ricercata nel modello di civiltà che noi abbiamo messo in piedi.

Ha ricordato, molto concretamente, che nel suo paese vi sono 3 milioni di abitanti, 13 milioni di "vacche", 8/10 milioni di pecore e, quindi, si esportano cibi vari, latticini e carni.

I lavoratori hanno lottato tantissimo per ottenere le 8 ore di lavoro, che in certi casi sono divenute 6 ore, ma i più hanno cercato poi un secondo lavoro.

Perché? La risposta è semplice: essere infelice!

Ma lo sviluppo non può essere contrario alla felicità, che si raggiunge solo con l'avere libertà, relazioni umane, cura dei figli e amici.

Il primo fattore della condizione sociale, deve essere quindi il raggiungere la felicità.

* comunicato Dirstat

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