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Trieste, Poste Italiane abbandonano la periferia. Disagi per i cittadini

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Trieste, 11 gennaio 2012. - “Ormai da tempo Poste Italiane sta perseguendo una politica di disimpegno su parte del territorio nazionale, nel quadro di una riorganizzazione del proprio servizio all’utenza. – ha dichiarato il consigliere regionale del Partito Pensionati, Luigi Ferone - Questa operazione colpisce in particolare zone periferiche e piccoli centri e riguarda sia la chiusura di uffici che la riduzione dell’orario di apertura al pubblico.
La nostra regione è stata spesso interessata a problematiche di questo genere e tante sono state le proteste delle amministrazioni locali e dei cittadini.
Proprio in questi giorni – ha proseguito Ferone – le organizzazioni sindacali stanno cercando di contrastare il disegno di Poste Italiane di chiusura e di riorganizzazione degli uffici postali della regione.
Il destino di tanti uffici postali sul nostro territorio è nelle mani della sede centrale che, in questa circostanza, non tiene conto delle realtà locali. Sono a rischio chiusura ben 11 uffici postali, mentre per altri 15 vi è la concreta possibilità dell’introduzione di un orario ridotto.


I comuni nei quali gli uffici postali sono destinati a chiudere sono situati nelle province di Pordenone e Udine e si tratta, generalmente, di aree montane che già vivono momenti di difficoltà. – ha rimarcato il rappresentante del Partito Pensionati – La cancellazione di uffici postali in aree distanti da altri centri crea notevolissimi problemi ai cittadini che, proprio in questi piccoli centri, hanno l’ufficio postale come punto di riferimento per il ritiro della pensione, per effettuare pagamenti, spedire e ritirare corrispondenza e quant’altro e i centri più vicini per effettuare tali operazioni distano in media 15 chilometri.
Poste Italiane dovrebbe svolgere anche una funzione sociale e di servizio dal momento che opera con specifica convenzione con lo Stato, assumendo precisi impegni. Non è concepibile che questa riorganizzazione degli uffici postali vada a colpire territori svantaggiati – ha concluso Ferone – come le aree montane, già interessate dallo spopolamento e da numerosi problemi di varia natura. È giusto che un servizio come quello che caratterizza Poste Italiane persegua l’obiettivo di fare utili o, quantomeno, di pareggiare il bilancio ma non è concepibile che si taglino servizi addirittura chiudendo uffici, creando notevoli problemi a tante comunità locali.”
Con queste premesse il Consigliere Regionale del Partito Pensionati ha presentato un’interrogazione alla Giunta Tondo per sapere se intende intervenire presso la Direzione centrale di Poste Italiane per sollecitare l’annullamento di ogni programma di chiusura o riduzione di orario al pubblico di uffici postali della nostra regione.


Domenico Maturano

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