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E' saggio costruire mostri come la Concordia? Una impopolare visione del naufragio

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Ocean of the seas un mostro, dalla capacità di 6.318 passeggeriRoma, 18 gennaio 2012. Il 6 maggio del 1937 il dirigibile Hindenburg prese fuoco uccidendo 35 persone, finita la caccia alle streghe tra accuse e ipotesi di sabotaggio, si cominciò a chiedersi se era saggio per quanto fosse economico, trasportare passeggeri su mostri gonfiati a idrogeno e dipinti con una vernice altamente infiammabile, condendo il tutto con una struttura che accumulava una grande quantità di energia statica.

Saggiamente si decise che quei mostri non dovessero più volare e essere costruiti. Anche a seguito del disastro del Titanic, ci furono dei cambiamenti, in primo luogo le scialuppe, si decise che dovessero essere più numerose e soprattutto che certe rotte dovessero essere proibite, come proibite furono le gare che si era sovente fare per battere il record di attraversata dell'Atlantico.

Una delle principali cause che portarono il Titanic contro l'iceberg è stata la competizione tra gli armatori per la nave più grande e più veloce. Non viene spesso detto, ma il Titanic stava gareggiando e il capitano aveva un ordine "a sua discrezione" di mostrare al mondo tutta la potenza che il transatlantico era in grado di sprigionare. Sono passati 100 anni e nuovamente un capitano aveva un ordine "a sua discrezione" di passare a salutare l'isola del Giglio. E' nuovamente è una competizione tra armatori che si svolge su tre fronti:

  1. Creare la nave passeggeri più grande che abbatta i costi e necessiti di meno personale possibile;
  2. Ridurre i costi per creare crociere a prezzi popolari;
  3. Rendere le crociere più interessanti sfiorando ad esempio a Venezia il campanile di San Marco, entrando in laguna con il rischio sia ambientale, sia di provocare una strage.

Passare così vicino a salutare località turistiche non è l'iniziativa di un singolo comandante poco affidabile, ma una prassi ben consolidata e documentata. Nuovamente un ordine mascherato come facoltativo. Un tempo gli armatori gareggiavano producendo navi sempre più veloci e cercando rotte sempre più brevi. Oggi gli armatori non hanno perso il vizio e competono costruendo navi sempre più grandi e creando crociere sempre più emozionanti e meno costose.

Le cose da valutare in questa vicenda sono molte, e non per sminuire, la responsabilità del comandante sottoposto a lapidazione pubblica da subito (deve pagare, ma con regolare processo, non per giustizia sommaria popolare), prima per essere passato troppo vicino (anche se c'è un concorso di colpa dell'armatore) e poi per aver abbandonato la nave. Su una nave da 290 m. di lunghezza e alta 57 m. con 4000 passeggeri è ancora valida la regola ottocentesca che impone al comandante d'essere l'ultimo a scendere dalla nave? Ricordo come si dovette ordinare durante il primo conflitto mondiale agli ufficiali di non fare i galletti davanti ai cecchini nemici per rispettare un codice settecentesco che considerava vigliacco l'ufficiale che non mostrasse sprezzo del pericolo mostrando il petto al nemico. Ordine giunto tardi quando ormai di ufficiali ne erano rimasti pochi. Le regole infatti, sono state scritte da chi nemmeno poteva immaginare che fosse possibile costruire un mostro galleggiante di tali dimensioni.

Infine è saggio come ci si chiedeva a seguito del disastro dell'Hidenburg, costruire simili mostri? In questo caso dei mari. Soprattutto è giusto permettere agli armatori di consigliare ai capitani simili rotte e spavalderie? Perché come il Titanic mise fine alle competizioni di velocità, spero che la Costa metta fine alle gare di chi ha più palle sfiorando gli scogli.
La formazione del personale, il loro numero e la loro attrezzatura è sufficiente? Cosa possono gli ufficiali e il personale di bordo,  su una nave così grande senza energia elettrica? Il megafono è sufficiente a comunicare da prua a poppa di una nave di 290 metri? Se la nave fosse stata in mare aperto? Queste sono le domande e discussioni che vorrei sentire, altro che quattro politici e giornalisti tuttologi che sparano a zero  dall'alto dell'esperienza maturata facendo navigare la paperella nella vasca da bagno. Un cazzo di Ingegnere Navale in Italia esisterà per avere un po' di competenza in TV.

Nella foto: Ocean of the seas uno dei due mostri dalla capacità di 6.318 passegger, con 360 metri (70 metri in più rispetto alla Concordia) e 225.000 tonnellate di stazza, supera il record di grandezza precedentemente stabilito dalla Freedom of the Seas, appartenente alla medesima compagnia crocieristica.

Come sempre sarò impopolare, ma preferisco nuotare contro la corrente, in quanto i media si dimenticano sovente il ruolo sociale che hanno e le loro responsabilità, in favore del profitto generato dagli ascolti.

Loris Modena

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