Inefficienza fuori dalla porta di casa

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Monselice, 25 febbraio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Ma è possibile che un ospedale nuovo, di recente costruzione, definito da ex sindaci locali, politici, sempre locali, dirigenti sanitari ed altri, all'avanguardia per organizzazione interna, struttura ed innovazione di modernizzazione, sia stato l'unico in Italia, ad avere chiuso i battenti, non appena il continuo crescere dell'esplosione di questo Coronavirus e dei suoi morti, ha fatto decidere da chi ha deciso di non essere più operativo?

A Vó Euganeo, un Comune di circa 3.500 abitanti, distante solo una ventina di chilometri da questo ospedale c'è stato il morto. Il poveretto era stato ricoverato al "Madre Teresa di Calcutta" (nella foto) - ospedale nuovo di Monselice, località Schiavonia, per una decina di giorni, per problemi polmonari e comunque per gravi sintomi di malessere. Sembra che al decimo giorno di ricovero del poveretto gli sia stato applicato il tampone per verificare il test di positività o negatività al virus.

Risultato purtroppo positivo è poi morto all'interno della struttura. Da quel momento l'azienda ospedaliera del Veneto, le autorità, insomma della sanità locale, hanno pensato di far chiudere l'ospedale e l'avviso lo si è appreso dai media nazionali, locali, ma anche internazionali. Paradossale no?

Impressionante questo provvedimento perché non è dato sapere quando riaprirà e gli utenti che risiedono in questa parte della provincia di Padova, forse, lo potranno sapere solo dai giornali o dalla radio o dalla televisione.

Non mi sembra che ci sia una buona organizzazione, ne alcun coordinamento con gli stessi utenti che dovevano sottoporsi ad esami o addirittura interventi. Per la totale mancanza di comunicazione diretta agli interessati o di chi avrebbe potuto usufruire delle prestazioni sanitarie della struttura resta da chiedersi come al solito che in questo momento esiste, intanto, un pessimo esempio di assistenza da parte di un apparato pubblico dello Stato. Non è certo edificante che in una regione come è il Veneto, che tanto va sbandierando di essere virtuosa per grado di efficienza dei suoi servizi, si presenti, invece, un disagio che poteva essere ammesso nei primi anni del secolo scorso.

Inefficienza fuori dalla porta di casa